Fusacchia lascia +Europa: “Abbiamo perso l’80% degli iscritti”

Fusacchia lascia +Europa

“Ho preso atto che non ci sono più le condizioni per andare avanti con +Europa. Il partito si è allontanato dal progetto iniziale, diciamo anzi che non è mai riuscito a mantenere le promesse che avevamo fatto agli elettori e ai nostri militanti. Mica perché non abbiamo raggiunto le soglie di sbarramento alle politiche e alle europee. Ma perché non ci siamo presi cura come avremmo dovuto della nostra comunità e di chi si avvicinava a noi. Invece di un piccolo partito nuovo, abbiamo finito per fare un nuovo partito piccolo”. Così Fusacchia lascia +Europa e si dice deluso dal suo ex gruppo, verso cui ha sferrato dure critiche. Ma precisa: “Resto nel Misto”.

Fusacchia lascia +Europa: le sue dichiarazioni

Si è detto attento al quadro politico attuale e alle esigenze della nostra società. Così Fusacchia ha spiegato: “L’ambiente è diventato un’urgenza, le ricette per creare lavoro latitano, i diritti sono a rischio, troppi nostri giovani se ne scappano all’estero in mancanza di opportunità. Non stupisce che in tanti sentano il bisogno di metterci la faccia e di impegnarsi politicamente. Chi li intercetta? Poteva essere +Europa, ma su quel fronte abbiamo perso. So quanto sia difficile aggregare e non mi faccio di certo illusioni”. Quindi ha aggiunto: “Anche per questo, però, bene concentrarsi su iniziative con obiettivi chiari e politiche concrete, e a partire da quelle capire chi ci sta. Io voglio anticipare l’obbligo scolastico a 3 anni, per esempio”.

Intervistato dalla Repubblica, ha fatto sapere di non essere interessato a Italia Viva, il nuovo partito di Matteo Renzi. A tal proposito, infatti, ha detto senza troppi giri di parole: “Non mi faccia commentare Renzi o altri, se no parte un cinema. Parlo con tutti ma sono iscritto al Misto e direi che per adesso resto dove sto. Voglio dialogare e collaborare con chi ha gli stessi valori e metodi del gruppo con cui due anni fa abbiamo iniziato a fare politica. Mi creda, non lascio certo +Europa per andare a finire in un’altra realtà dove si ripetono le stesse dinamiche. La decisione di uscire è stata molto sofferta, sono stato l’unico eletto sul simbolo del partito e grazie a questa elezione abbiamo potuto partecipare alle europee senza raccogliere le firme. Non fatico ad ammetterlo: uscire è stata una sconfitta anche per me”.

Non rilascia dichiarazioni in merito a Benedetto Della Vedova, ma non nasconde la sua delusione. Con tono amareggiato ha affermato: “Se in pochi mesi ti perdi l’80% degli iscritti e 3 deputati su 3 sul voto di fiducia, forse dovresti dimetterti. Sul voto, tra l’altro, non solo il Pd ma tutti i nostri alleati delle politiche del 2018 e delle europee del 2019 hanno deciso di sostenere il governo. Sono io che mi sono spostato al punto da ritrovarmi fuori da +Europa, o è +Europa che si è allontana da dove eravamo partiti tutti? Certo è più facile far passare il messaggio che la colpa è di chi ha votato contro una decisione del partito. Ma un buon segretario unisce, non divide”.

E qual è stata la reazione della Bonino di fronte alla decisione di Fusacchia. A riguardo il deputato non ha risparmiato complimenti. Ha spiegato: “Conosco Emma Bonino da quasi quindici anni, ma solo da poco più di due ho interagito con lei su questioni politiche. Mi ha dato molta fiducia alle elezioni del 2018 e abbiamo messo in piedi una squadra e una campagna unica che nella circoscrizione europea ci ha permesso di fare l’8%. In quella occasione, grazie alla Bonino e perché ognuno si era fatto carico di un pezzetto, ho avuto quasi completamente mano libera per scegliere gli altri candidati e tirare su i comitati in giro per l’Europa. Grazie al suo nome sul simbolo e allo sforzo corale realizzammo un’impresa. Quando l’ho chiamata era evidentemente amareggiata. Io so di aver ricambiato quella fiducia ogni giorno, in questi due anni. Ma evidentemente lei ha una lettura diversa”.