Fusellato (GrantThornton): sostenibilità requisito per fondi Pnrr

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Roma, 12 nov. (askanews) – La sostenibilità in termini ambientali e sociali rappresenta uno dei “requisiti importanti” perché le imprese possano accedere ai fondi del Pnrr. L’ha segnalato parlando con askanews Alessandro Fusellato, amministratore delegato di Grant Thornton Consultants.

“La sostenibilità si è dimostrata e si dimostrerà uno dei requisiti importanti per accedere alle fonti di finanziamento, come sono stati livello europei quello del NX Gen e quelli Bei e come lo saranno anche quelli nazionali del Pnrr”.

Un’impresa sostenibile, secondo Fusellato, è anche un’azienda più capace di stare sui mercati: “Perché stiamo vedendo intanto che avrà già dei canali di finanza dedicati anche con condizioni migliorative: quindi rispetto a un suo competitor avrà già questo vantaggio sul lato finanziario; ma poi anche dal punto di vista del consumatore finale c’è sempre una maggiore attenzione a questi temi e quindi anche dal punto di vista dei volumi delle vendite si aprirà un divario rispetto ai competitor”.

Nel campo della sostenibilità c’è un’evoluzione delle normative europee, ma anche uno sforzo degli operatori finanziari. Spiega Fusellato: “A valle della Cop26 abbiamo avuto la creazione della Financial Alliace for Net Zero con la quale c’è l’impegno da parte di 450 operatori finanziari – banche, assicurazioni e investitori patrimoniali – che coprirano circa 45 paesi del globo, e c’è questa intenzione di mettere sul mercato per sostenere la transizione green delle economia qualcosa come 100mila miliardi di dollari: un importo considerevole che va a confermare questo trend di attenzione e sostentamento di queste aziende che si mostrano sempre maggiormente sostenibili.

“In generale devo dire che il regolatore europeo, perché in materia di sostenibilità facciamo riferimento all’area europea, negli ultimi anni sta garantendo una maggiore trasparenza, una maggiore affidabilità e consapevolezza in termini di sostenibilità. In particolare, negli ultimi anni si sono succeduti una serie di regolamenti, dalla 2088 alle 852, che assicurano da un lato una chiarezza per coloro che vanno in qualche modo a operare nella finanza sostenibile in termini di trasparenza e di chiarimento di quelli che possono essere i rischi Esg; e dall’altro, per quanto riguarda la cosiddetta taxonomy si ha chiarezza su quella che può essere definita un’impresa sostenibile”.

Grant Thornton nel mondo ha 58mila collaboratori in quasi 140 paesi. In Italia ha 14 uffici e impiega più di 500 persone.

“Grant Thornton, il nostro network globale e italiano, si occupa sicuramente dei servizi di sostenibilità, sia dal punto di vista di advisory che di audit. Dal punto di vista di advisory la nostra concezione di sostenibilità è un concetto trasversale, nel senso che le aziende che devono sposare questo tipo di paradigma devono intraprendere un percorso che andrà a impattare nelle strategie ma anche nelle operations delle singole aziende e poi questo si riversa nel nostro offering: noi ci affianchiamo alle aziende per accompagnarle in questo percorso”.

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