Fvg, Riccardi:Club alcolisti esempio integrazione sociosanitaria

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Trieste, 9 nov. (askanews) - "Quello dei gruppi di alcolisti in trattamento è un modello che dimostra come può essere applicata concretamente l'integrazione socio-sanitaria attraverso una reale presa in carico delle persone. Trent'anni fa è caduto il Muro di Berlino, ma attraverso la condivisione delle proprie esperienze le persone che fanno parte di questi gruppi ne hanno abbattuto un altro ben un decennio anni prima e oggi sono la dimostrazione che l'integrazione socio-sanitaria deve essere strutturata come una catena che non si divide ma segue un percorso preciso". È questo il messaggio lanciato dal vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, durante l'evento '40 anni di una pacifica rivoluzione', svoltosi a Trieste per celebrare il quarantesimo anniversario della fondazione del primo club degli alcolisti in trattamento secondo il metodo Hudolin, che ha visto una forte partecipazione di persone da tutto il Triveneto e anche dalla Croazia. Riccardi ha sottolineato che "la forza e il coraggio di testimoniare la propria storia sono elementi importante per capire come si affrontano e risolvono i problemi e per far sì che situazioni difficili come quelle legate alla dipendenza dall'alcol non accadano ad altri. Quella delle associazioni e dei club di alcolisti in trattamento è un'esperienza straordinaria e molto attuale, perché mette in evidenza come, in molti casi, oltre alle strutture ospedaliere ci sia bisogno di altro. La sanità è infatti una parte del più complesso sistema della salute, che oltre a occuparsi di è colpito dal una patologia deve tenere conto anche delle persone che stanno accanto a questi soggetti". Il vicegovernatore ha quindi rimarcato che "servono scelte coraggiose che diano risposte al tema centrale del nostro tempo: la cronicità. Il sistema della salute necessita di un cambio forte dell'attuale modello organizzativo, il quale tenga conto delle oltre 500mila persone che in Friuli Venezia Giulia hanno malattie croniche e necessitano di essere accompagnate e sostenute nell'affrontare le proprie patologie". "Ancora oggi è troppo radicata una strutturazione per dipartimenti che operano come comparti stagni, mentre il tema della salute è trasversale e va affrontato in modo multidisciplinare - ha spiegato Riccardi -. In tale contesto, la rivoluzione avviata dai gruppi di alcolisti in trattamento è la dimostrazione della necessità di un cambiamento culturale del sistema di risposta alla salute, che è troppo ospedale centrico. Se si continuasse ad affrontare il tema sociale solo come qualcosa che si stacca dalla risposta sanitaria nel nostro Paese si correrebbe il rischio di andare verso un sistema nel quale solo chi può permetterselo ha accesso alle cure e questo è inaccettabile".