G20 al via, presenti e assenti illustri per il summit di Roma

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Image from askanews web site
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Roma, 29 ott. (askanews) - Dieci chilometri quadrati del quartiere Eur di Roma, altamente presidiati e interamente zona rossa, con oltre 5.000 gli uomini delle forze dell'ordine impiegati per mantenere la sicurezza, saranno lo scenario in cui, centro nevralgico il centro congressi della Nuvola, si svolgerà il summit dei leader del G20 a Roma.

Tra conferme e disdette, la Capitale è già stata presa d'assalto dalle delegazioni diplomatiche al seguito dei leader attesi in città quasi tutti già da oggi, venerdì 29, per alcuni incontri privati con Papa Francesco o in arrivo da altre tappe europee.

Il premier Mario Draghi accoglierà in presenza la maggior parte dei leader mondiali del G20: presenti nella Città eterna il presidente americano Joe Biden con la first lady Jill, il premier canadese Justin Trudeau, il primo ministro britannico Boris Johnson, il presidente francese Emmanuel Macron, anche lui accompagnato dalla consorte Brigitte, la cancelliera tedesca uscente Angela Merkel, il premier indiano Narendra Modi, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il premier australiano Scott Morrison e il presidente brasiliano Jair Bolsonaro.

A Roma attesi anche il sovrano saudita Salman bin Abdulaziz Al Saud, il presidente argentino Alberto Fernandez, il capo di stato sudcoreano Moon Jae-in, il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa e l'omologo indonesiano Joko Widodo.

Il G20, che inizierà la mattina di sabato 30, registra anche due grandi assenti a Roma, ma collegati da remoto: il presidente russo Vladimir Putin e quello cinese Xi Jinping. Entrambi hanno inviato i loro ministri degli Esteri a Roma. Il capo della diplomazia russa, Sergey Lavrov, ha fatto sapere che tra i bilaterali confermati c'è quello con l'omologo cinese Wang Yi. Collegati in videoconferenza anche il premier giapponese Fumio Kishida e il presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador. Presenti la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il numero uno del Consiglio europeo Charles Michel. Presenti anche i capi di governo di Spagna, Olanda e Singapore, Paesi ospiti del G20.

Ad affiancare il premier Draghi durante il G20 il ministro dell'Economia Daniele Franco e quello degli Esteri Luigi Di Maio. Per entrambi possibili incontri a margine del summit sui temi di specifico interesse. La presenza dei ministri dell'Economia è tradizionalmente prevista nel summit conclusivo del G20.

Alla vigilia della riunione alcuni dei leader sono stati e saranno ricevuti dal Papa. Oltre a Biden e alla first lady Jill, con cui il Pontefice ha discusso di clima e pandemia nel meeting di mezzogiorno, anche il presidente sudcoreano Moon Jae-in, cattolico, che nella riunione con il Pontefice in Vaticano ha parlato della pace nella penisola coreana e ha ribadito la speranza che il Papa possa compiere una visita in Corea del Nord capace di rafforzare il processo di distensione tra le due Coree. Anche il premier indiano Modi si recherà in vista da papa Francesco sabato 30 ottobre alle 8:30, poco prima dell'inizio del summit.

E se sabato e domenica saranno giornate intense per i temi sul tavolo tra cui multilateralismo, pandemia, lotta ai cambiamenti climatici e crescita sostenibile, non mancheranno gli eventi e i bilaterali a margine del Summit, che potrebbero avere ripercussioni sullo scenario globale.

Occhi puntati sull'incontro tra il presidente Joe Biden e il suo omologo francese Macron. Faccia a faccia che si svolgerà venerdì 29 ottobre, dopo che il presidente americano avrà visto il premier Draghi e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il meeting è molto atteso: si tratta del primo in presenza dopo la crisi diplomatica legata all'accordo Aukus, l'intesa sulla sicurezza nell'Indo-Pacifico firmata da Regno Unito, Stati Uniti e Australia che è costata cara a Parigi che ha perso un contratto per i sottomarini nucleari con Canberra.

Biden avrà altri incontri bilaterali durante il G20, come di consueto, ha spiegato il consigliere per la sicurezza nazionale Sullivan. I temi saranno le catene di approvvigionamento, la resilienza, i prezzi dell'energia e il programma nucleare iraniano.

Un incontro che era previsto a Roma ma che probabilmente si svolgerà a Glasgow, dove quasi tutti i leader del G20 sono attesi per la Cop26 sul clima dall'1 novembre, è quello tra Biden e il presidente turco Erdogan. Al centro del bilaterale i contratti per l'acquisto degli F-16 dopo l'esclusione di Ankara dal Programa F-35 Lightning II Programme. Erdogan ha spiegato che il tema sarà in cima all'agenda.

Il capo di stato turco, inoltre, potrebbe cogliere l'occasione per discutere con le sue controparti del caso Osman Kavala per cui aveva minacciato di espellere i diplomatici di 10 Paesi occidentali che avevano chiesto di scarcerare il difensore dei diritti umani. Anche se la rottura è rientrata dopo la dichiarazione sulla non ingerenza negli affari interni della Turchia, Erdogan potrebbe approfittare dei momenti di pausa tra una sessione e l'altra del G20 per chiarire al meglio la questione con i partner, tra cui Canada, Nuova Zelanda, Francia, Stati Uniti, Germania e Olanda.

In programma, anche alcuni appuntamenti al di fuori della Nuvola. La sera di sabato, al termine della prima giornata di lavoro, i capi di Stato e di governo, accompagnati dalle consorti, faranno visita alle Terme di Diocleziano. E poco dopo saranno ricevuti a cena dal presidente della Repubblica Mattarella al Quirinale.

(di Daniela Mogavero)

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