**G20: per Draghi un successo, 'sostanza e non bla bla bla, Papa alleato della Terra'** (2)

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(Adnkronos) – Ma alle parole, quelle pronunciate e quelle messe su carta, devono seguire i fatti. "Saremo giudicati da quello che faremo", chiarisce Draghi, ricordando che "tutto quello che facciamo sul clima è per le future generazioni". E anche su Cina e India, gli ossi duri della trattativa sulla sfida più grande di questo G20, il premier vede il bicchiere mezzo pieno. "Sono state più disponibili", dice, e ora "riconoscono che abbiamo un obiettivo comune".

Anche sulla dibattuta data del 2050, su cui hanno battagliato Pechino, Nuova Delhi e Mosca per evitare una deadline, la visione di Draghi è improntata all'ottimismo. L'obiettivo per la riduzione delle emissioni "rispetto al precedente impegno è un pochino di più verso il 2050 – risponde ai cronisti in conferenza stampa -. Non è un impegno preciso, ma prima era assolutamente assente, si parlava di fine secolo. C'è stato uno spostamento, con un linguaggio più ricco di speranza anche da parte dei Paesi che aveano detto no. Queste cose cominciano con un aggiustamento in un comunicato stampa e poi finiscono con i fatti. C'è da essere soddisfatti, gradualmente si arriverà al 2050".

Il premier riconosce gli sforzi fatti e i risultati raggiunti. "L'italia ha cercato comprendere il punto di vista degli altri – rimarca – c'era una ragione se gli altri Paesi erano riluttanti a muoversi sul clima. I Paesi in via di sviluppo dicono, 'voi avete inquinato tanto e ci troviamo in questa situazione per causa vostra'. Ma se entriamo in questa lotta nel clima non andiamo da nessuna parte. Dobbiamo ascoltare il punto di vista degli altri condividendo le ambizioni. Questo ha fatto l'Italia con India, Russia, Cina. Questo è il ruolo che abbiamo cercato di svolgere, sembra che abbia fatto la differenza. A me sembra di sì". Ma a chi gli domanda se spetta a lui il ruolo di nuovo leader del multilateralismo, risponde con un secco "no".

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