G20 trova accordo su comunicato ambiente, fatica a fare progressi sul clima

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Climate activists protest demanding action as G20 ministers meet in Naples

(Aggiunge byline)

di Gavin Jones

NAPOLI (Reuters) - I ministri dell'ambiente e dell'energia dei 20 paesi più ricchi del mondo hanno fatto pochi progressi nella discussione su come raggiungere gli obiettivi climatici, secondo i funzionari, con un gruppo di paesi che si oppone a qualsiasi impegno stringente.

Al vertice del G20 a Napoli il dibattito si concentra oggi sull'ambiente, mentre la giornata di domani sarà dedicata a energia e cambiamento climatico. Da giorni i diplomatici stanno faticando a trovare un terreno comune per produrre dei comunicati congiunti su entrambe le questioni.

L'Italia, cui spetta la presidenza di turno del G20 quest'anno, ha reso noto che il documento finale è stato finalmente concordato, per la "grande gioia" di tutti i 20 Stati, dopo "settimane di negoziazioni e una riunione-fiume durata due giorni".

Sarà pubblicato più tardi, prima della conferenza stampa del ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani.

Il comunicato di domani sugli impegni per il cambiamento climatico si dimostrerà probabilmente ancora più difficile da raggiungere.

Una quarta bozza del comunicato sull'ambiente, vista da Reuters ieri, mancava di un chiaro piano politico, ed era ancora piena delle parentesi che in questi documenti circondano le frasi su cui ancora non esiste consenso unanime.

Nel suo discorso, anch'esso visto da Reuters, il ministro dell'Ambiente argentino Juan Cabandie ha proposto un "debt swap", ossia una cancellazione parziale del debito dei paesi in via di sviluppo, in virtù della quale potranno finanziare la propria transizione ecologica.

Il vertice G20 è visto come una tappa chiave ma intermedia sulla strada che porta alla trattativa globale sul tema climatico nota come COP 26, che si terrà a Glasgow a novembre.

L'urgenza dell'azione sul clima è stata ancora più portata sotto i riflettori questo mese dalle alluvioni in Europa occidentale, dalla stagione degli incendi negli Stati Uniti e dalle temperature cocenti in Siberia. Malgrado ciò, gli stati non hanno ancora trovato un accordo su come pagare le costose politiche finalizzate alla lotta al cambiamento climatico.

Brasile, Arabia Saudita e Indonesia sono tra i paesi che continuano a resistere ai tentativi della presidenza italiana di rendere più vincolanti i termini dei documenti finali del vertice G20, stando a quanto riferiscono i funzionari.

"Sembra che dal documento finale mancherà qualsiasi tipo di impegno economico", ha detto Oscar Soria, del gruppo attivista statunitense Avaaz.

"Il Nord del mondo sta dicendo al Sud: 'dobbiamo proteggere l'ambiente'. Il Sud sta rispondendo: 'abbiamo bisogno di soldi per farlo'. La presidenza italiana non riesce a facilitare il superamento delle divergenze", ha aggiunto Soria.

"I paesi sviluppati hanno concordato nel 2009 di contribuire con 100 miliardi di dollari l'anno entro il 2020 alla lotta al cambiamento climatico dei paesi più poveri, molti dei quali devono far fronte all'innalzamento del livello dei mari, a tempeste e siccità.

Tuttavia, quell'obbiettivo di spesa deve essere ancora raggiunto.

"Gli impegni finanziari dei paesi sviluppati non sono ancora stati onorati, il che ha avuto un effetto negativo sulla fiducia tra le parti" ha detto il ministro argentino Cabandie.

Salvo un inatteso progresso dell'ultimo minuto, appare improbabile che il G20 di Napoli faccia riferimento all'impegno da 100 miliardi o produca altri impegni finanziari vincolanti.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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