G20 a Venezia, esplode la protesta: manifestazione e scontri

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(Photo by ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)
(Photo by ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)

Scontri in occasione del G20 dell'Economia a Venezia. Nel pomeriggio di sabato 10 luglio, circa mille manifestanti hanno affollato la zona delle Zattere. Alle 17.15 sono iniziati i tafferugli con la polizia.

La protesta (organizzata dal movimento No Grandi Navi) si è fermata davanti al 'muro' degli agenti in tenuta antisommossa che hanno disperso i manifestanti rispondendo al lancio di bottiglie, fumogeni e fuochi artificiali. L'azione dimostrativa, nelle intenzioni degli organizzatori, avrebbe dovuto raggiungere anche l'Arsenale, dove era in corso il summit, per dire no alle grandi navi, allo sfruttamento turistico della città lagunare e allo "strapotere della finanza fossile".

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Improvvisamente la marea umana si è mossa e ci sono stati i primi tafferugli con le forze dell'ordine. Il gruppo in testa al corteo ha cercato di sfondare la fila di poliziotti posizionati ai piedi del Ponte dell'Accademia. Sono volate bottiglie e molti arredi esterni degli hotel lungo il percorso. La polizia ha risposto con due cariche, riuscendo a far indietreggiare i manifestanti.

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I manifestanti hanno cercato di sfondare il cordone di sicurezza esattamente quando stavano per prendere la parola il ministro Daniele Franco e il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco per la conferenza stampa conclusiva del vertice dei ministri dell'economia e delle banche centrali.

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Molti gli striscioni esposti da quanti hanno aderito alla protesta, come "Oms: quante morti si potevano evitare" e "Contro il governo Draghi sciopero generale".

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Alcuni attivisti di Extinction Rebellion hanno inoltre ricoperto di sangue finto il ponte di Calatrava, a Piazzale Roma, come forma di protesta contro il G20 dell'Economia. Già durante la giornata di venerdì, una ventina di attivisti aveva scelto di sedersi a terra in diverse strade del centro, ricoprendosi sempre di sangue finto e reggendo alcuni cartelli, con l'obiettivo di portare negli spazi pubblici le loro paure per le catastrofi che l'umanità dovrà affrontare a causa della crisi climatica e del collasso degli ecosistemi.

Altri esponenti di Animal Rebellion, movimento internazionale da poco approdato anche in Italia, hanno fatto un'azione in cui mostravano alcuni pannelli informativi rispetto agli effetti dello sfruttamento animale sulla crisi climatica ed ecologica e i rischi che la distruzione degli oceani comporta.

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