G7: Boccia, 'passo importante ma ancora non è giustizia fiscale' (2)

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(Adnkronos) – "Già nell’ultimo semestre di presidenza italiana dell'Unione europea, nel 2014, avviammo per primi un confronto parlamentare con tutti i Paesi europei a Montecitorio e la discussione tra gli allora 28 fu molto netta. In Europa -ricorda l'espnente del Pd- c’erano irresponsabilmente Paesi che difendevano le ragioni degli elusori fiscali, a partire proprio dagli inglesi (che intanto sono usciti dall’Ue); erano contrari tutti coloro che dicevano che tassare i giganti del web, le Ott, era come fermare il vento con le mani".

"Dopo 8 anni dalla prima proposta di legge, anche grazie al grande lavoro fatto da Ocse, è stata raggiunta una consapevolezza comune sulla necessità di un accordo storico come quello del G7 che anticipa il G20 di quest’anno. Con buona pace di chi, nel 2013, si schierava (per convenienza e per rapporti meramente lobbistici) dalla parte delle multinazionali del web e definiva la web tax un’utopia".

"Il tempo è sempre galantuomo, anche in politica. Ora, dopo anni, vedremo finalmente i benefici nei bilanci dei singoli Stati membri -conclude Boccia- anche se la differenza fiscale tra le imprese nazionali e le Ott, con i loro miliardi di euro custoditi sui conti off shore, è ancora evidente. Per me questo è solo l’inizio e non il punto di arrivo".

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