G7, Cornovaglia blindata: summit a prova anti-Covid

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Cornovaglia blindata per il G7, il primo in presenza dallo scoppio della pandemia. Un G7 a prova anti-Covid, con precauzioni sanitarie rigorose per chi parteciperà e per quanti -un numero ristrettissimo causa Covid- seguiranno i lavori del summit. Sul fronte della sicurezza, sono schierati 6.500 poliziotti, distribuiti tra le varie località coinvolte dal mega evento. A partire da Carbis Bay, il centro nevralgico del G7, dove i leader di Regno Unito, Usa, Italia, Francia, Germania, Canada e Giappone nonché i vertici dell’Ue si riuniranno per affrontare i temi centrali dell’agenda mondiale, a partire dai vaccini, indiscussi protagonisti del vertice.

Strade chiuse e blindate, mentre è stato chiuso ai voli civili il piccolo aeroporto di Newquay, dove atterreranno in questi giorni solo voli di stato, con i leader e i loro staff al seguito. Sono state bonificate 5000 stanze distribuite in 200 hotel che verranno utilizzati da media e delegazioni. Ma anche 1000 traghetti che quotidianamente si muovono nei vari centri della Cornovaglia. Sono in campo, per i controlli, anche 150 cani poliziotto.

Se la sottile penisola della Cornovaglia e’ blindatissima per garantire la massima sicurezza della zona rossa, altrettanto scrupolosi sono i controlli anti-Covid messi in piedi dal governo britannico. In Uk la campagna vaccinale vola, ma c’è grande preoccupazione per il rimbalzo dei contagi legato alla variante ‘Delta’, che colpisce prevalentemente i non vaccinati. Da qui la decisione di accreditare all’evento solo 25 giornalisti per delegazione, ‘sollevandoli’ dalla quarantena cautelare di 10 giorni ancora prevista per chi arriva in Gran Bretagna. Chi seguirà l’evento dovrà tuttavia sottoporsi a una serie di tamponi preliminari, dunque giornalmente a test fai-da-te da registrare sul sito del governo britannico per poter accedere all’area media.

(Dall’inviata Ileana Sciarra)

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