G7: dal clima al Covid ai diritti umani, le promesse della democrazia euroatlantica

·Giornalista, HuffPost
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(From centre clockwise) British Prime Minister Boris Johnson, US President Joe Biden, France's President Emmanuel Macron, Canada's Prime Minister Justin Trudeau, Japan's Prime Minister Yoshihide Suga, President of the European Council Charles Michel, Italy's Prime minister Mario Draghi, Australia's Prime Minister Scott Morrison, Germany's Chancellor Angela Merkel, South Africa's President Cyril Ramaphosa and South Korea's President Moon Jae-in attend a working sesssion at the G7 summit in Carbis Bay, Cornwall on June 12, 2021. - G7 leaders from Canada, France, Germany, Italy, Japan, the UK and the United States meet this weekend for the first time in nearly two years, for three-day talks in Carbis Bay, Cornwall. (Photo by Leon Neal / POOL / AFP) (Photo by LEON NEAL/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: LEON NEAL via Getty Images)
(From centre clockwise) British Prime Minister Boris Johnson, US President Joe Biden, France's President Emmanuel Macron, Canada's Prime Minister Justin Trudeau, Japan's Prime Minister Yoshihide Suga, President of the European Council Charles Michel, Italy's Prime minister Mario Draghi, Australia's Prime Minister Scott Morrison, Germany's Chancellor Angela Merkel, South Africa's President Cyril Ramaphosa and South Korea's President Moon Jae-in attend a working sesssion at the G7 summit in Carbis Bay, Cornwall on June 12, 2021. - G7 leaders from Canada, France, Germany, Italy, Japan, the UK and the United States meet this weekend for the first time in nearly two years, for three-day talks in Carbis Bay, Cornwall. (Photo by Leon Neal / POOL / AFP) (Photo by LEON NEAL/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: LEON NEAL via Getty Images)

Una lunga serie di promesse – dal “porre fine alla pandemia entro il 2022” al “proteggere il pianeta sostenendo una rivoluzione verde” - compone la dichiarazione finale del G7 in Cornovaglia, 25 pagine il cui i leader mettono nero su bianco la loro “agenda condivisa per un’azione globale”. Il bilancio del summit – malgrado gli attriti relativi alla Brexit e la discussione su quanto duri essere con la Cina – è in linea con le attese della vigilia: il documento finale esorta Pechino a “rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali, specialmente in relazione allo Xinjiang”, e garantendo “un alto livello di autonomia per Hong Kong”, ma allo stesso tempo apre alla “collaborazione in aree di reciproco interesse per le sfide globali condivise, in particolare il cambiamento climatico e la biodiversità perduta”. Quanto alla Russia, si ribadisce “l’appello a fermare il suo comportamento destabilizzante e le sue attività maligne, compresa l’interferenza nei sistemi democratici di altri Paesi, e ad adempiere ai suoi obblighi e impegni internazionali in materia di diritti umani. Detto ciò, è interesse del G7 avere “relazioni stabili e prevedibili con Mosca, con cui continueremo a impegnarci nelle aree di comune interesse”.

I tre giorni di Carbis Bay mettono insieme tutte le promesse della democrazia euroatlantica, con il Giappone come alleato principale in quell’Indo-Pacifico che è priorità del G7 mantenere “libero, aperto e inclusivo, basato sullo stato di diritto”. Il presidente Usa Joe Biden, alla sua prima missione internazionale, centra l’obiettivo che si era dato sin dalla campagna elettorale: rilanciare il multilateralismo e l’asse delle democrazie per contrastare l’assertività cinese, presentandosi come motore di una ricostruzione post-pandemi...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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