G7: multinazionali dovranno pagare aliquota minima 15% in ogni paese

·1 minuto per la lettura
default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

Roma, 5 giu – (Adnkronos) – L’aliquota minima di ‘almeno’ il 15% – sulla quale i membri del G7 hanno rappiunto lo ‘storico’ accordo – prevede che le multinazionali del settore tecnologico “paghino le tasse in ognuno dei paesi in cui operano” e “non solo dove hanno la loro sede”. Lo precisa una nota della presidenza britannica del G7 in cui di parla di un “giusto livello” di tassazione.

Nella nota si riporta un commento del cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak che ricorda come “questa storica riforma fiscale è qualcosa sulla quale il Regno Unito ha fatto pressioni e un enorme beneficio per i contribuenti britannici, con la creazione di un sistema fiscale più equo adatto al 21° secolo”.Sunak si dice “orgoglioso che il G7 abbia dimostrato una leadership collettiva in questo momento cruciale della ripresa economica globale”. Quella raggiunta, si sottolinea nella nota, è “un'ambiziosa soluzione globale a due pilastri per affrontare le sfide fiscali derivanti da un'economia globale sempre più globalizzata e digitale”.

Il primo pilastro prevede l’applicazione delle nuove regole alle aziende globali con almeno un profitto del 10%: il 20% della quota di profitto superiore al 10% diventerebbe così soggetto a tassazione nei paesi in cui operano. Il secondo pilastro prevede invece il principio di una aliquota minima globale di almeno il 15% imposta paese per paese, “creando – sottolinea Londra – condizioni di parità per le imprese britanniche e abbattendo l'elusione fiscale”.