G8 Genova, 20 anni dopo. Cottarelli: "I No Global guardavano avanti, i problemi persistono"

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Carlo Cottarelli (Photo: LUCA ZENNARO ANSA)
Carlo Cottarelli (Photo: LUCA ZENNARO ANSA)

“Quei movimenti guardavano in avanti e chi allora guidava l’economia e la finanza internazionale si rendeva solo in parte conto dell’entità dei fenomeni che stavano accadendo”. Quando nel luglio del 2001 Genova diventò il palcoscenico delle istanze dei No global, Carlo Cottarelli era al Fondo monetario internazionale, il nemico per definizione di chi protestava con il neoliberismo sfrenato, ma anche contro le politiche economiche fondate sul debito, ancora contro la distribuzione iniqua della ricchezza mondiale. Cottarelli oggi, vent’anni dopo, riconosce che i costi della globalizzazione erano stati sottovalutati in alcuni importanti aspetti e, anche ora, dice in un’intervista a Huffpost, “su tanti dei temi sollevati siamo rimasti ancora alle parole”.

Professore, nel fine settimana il G-20 proverà a chiudere un’intesa storica sulla tassa minima globale. Vent’anni fa, al G-8 di Genova, sembrava fantascienza. Allora a chiedere un fisco più equo era chi stava oltre la zona rossa. Perché è avvenuto questo ribaltamento di prospettiva?

Vent’anni fa il Fondo monetario internazionale pensava che la liberalizzazione dei movimenti di capitale fosse una priorità e c’era molta prudenza nel fare politiche di finanza espansiva. Ma con la crisi enorme del 2008, che ha portato a una caduta imponente del reddito, ci si è resi conto che le crisi di domanda si dovevano fronteggiare solo con politiche espansive, sempre che ci fossero adeguate fonti di finanziamento. Inoltre, con la riduzione dei tassi di interesse reali a livello mondiale, è diventato meno oneroso indebitarsi. Insomma si sono verificate delle circostanze che hanno favorito un ragionamento differente rispetto ad allora. Ma ha contato molto anche un altro elemento.

Quale?

Con la crisi del 2008, le istituzioni che governano l’economia mondiale hanno iniziato a riflettere su...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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