G8 Genova 2001, promossi a vicequestori due funzionari condannati

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promossi a vicequestori due funzionari condannati per la Scuola Diaz
promossi a vicequestori due funzionari condannati per la Scuola Diaz

Ferrara, M5s: “Lamorgese e Gabrielli revochino questa decisione”. Ilaria Cucchi: “A questo punto possiamo aspettarci di tutto, persino che i responsabili della morte di Stefano possano un giorno ricevere onorificenze e avanzamenti di carriera”. Ma la polizia: “Gli avanzamenti sono automatici”.

Promossi funzionari condannati per la Scuola Diaz

La sezione Italiana di Amnesty International ha subito dichiarato la disapprovazione per la nomina dei due funzionari di polizia condannati per i drammatici fatti della Scuola Diaz nel 2001 durante il G8 di Genova. I due poliziotti, Pietro Troiani e Salvatore Gava, erano stati condannati per aver commesso gravissime violazioni ai diritti umani accadute a Genova nel 2001. Come ha riferito Gianni Rufini, il direttore generale di Amnesty International Italia, il fatto che i due: “che per i fatti di Genova furono condannati in via definitiva a tre anni e otto mesi più cinque anni d’interdizione dai pubblici uffici”, adesso siano stati promossi è un episodio che “desta sconcerto il fatto che funzionari di polizia condannati per violazioni dei diritti umani restino in servizio e, anzi, vengano promossi per ulteriori incarichi”.

In merito il dipartimento di polizia ha specificato in una nota: “L’avanzamento dei funzionari in questione è automatica e risponde ad una procedura amministrativa obbligata, laddove siano state scontate le sanzioni che erano state comminate. L’unico modo per evitare che accadesse era destituendo i funzionari, scelta che all’epoca non fu intrapresa dall’Amministrazione, né tanto meno l’Autorità Giudiziaria ritenne d’irrogare l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Gli attuali incarichi assegnati rientrano nelle qualifiche ricoperte e nelle competenze possedute”.

Nota che prosegue: “Amareggia e sconcerta, infine, la gratuità dei giudizi espressi, soprattutto da Amnesty International Italia, nei confronti dell’attuale vertice del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e della Polizia di Stato che non solo ha fatto pubblica ammenda della pessima gestione dell’ordine pubblico in occasione di quel tragico evento, ma soprattutto, in questi anni, si è speso per stigmatizzare e sanzionare ogni comportamento non conforme al rispetto delle persone e anche in questi complicati momenti si spende affinché le forze di polizia assolvano al loro ruolo di tutori dell’ordine con grande umanità”.