G8, intellettuali in difesa del no global Vecchi

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di Emmanuel Cazal "Vincenzo Vecchi ha subito una condanna sproporzionata e va liberato". Cos all'Adnkronos Laurence Petit, membro del Comitato di sostegno a Vincenzo Vecchi che si costituito a Rochefort-en-Terre, in Bretagna, dove Vecchi, ricercato per il G8 di Genova, viveva negli ultimi 8 anni prima di essere arrestato l'8 agosto. L'ultimo black bloc ancora ricercato per i fatti del 2001 era stato condannato con sentenza definitiva dalla Corte di Cassazione del 13 luglio 2012 alla pena di 11 anni e 6 mesi di reclusione per le violenze verificatesi durante il G8 di Genova e a 4 anni di reclusione per aver partecipato alle violenze a Milano a marzo del 2006.Il 23 agosto scorso la Corte di Appello di Rennes non ha concesso l'estradizione di Vecchi in Italia chiedendo alle autorit italiane di fornire un complemento di informazione relativo ai due mandati di arresto europei nei confronti di Vecchi. La Corte, infatti, ha sostenuto che i due mandati europei erano incompleti per poter procedere alla consegna di Vecchi all'Italia. Ora le autorit italiane hanno tempo fino al 10 ottobre per fornire questi documenti.

Intanto il 27 settembre scorso la Corte d'appello di Rennes ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dall'italiano. "La richiesta di scarcerazione - spiega all'Adnkronos Maxime Tessier che difende Vecchi insieme agli avvocati Catherine Glon e Marie-Line Asselin - stata respinta nonostante erano state fornite tutte le garanzie e l'indagine di fattibilit era risultata molto positiva". Gli avvocati, che avevano presentato la richiesta di rilascio lo scorso 22 agosto, chiedevano l'assegnazione a una residenza con il braccialetto elettronico.

Ora, spiega Tessier, "non c' alcuna udienza fissata perch siamo in attesa che le autorit italiane forniscano il complemento di informazione richiesto". Intanto, aggiunge l'avvocato, "abbiamo gi ottenuto la prova che la pena relativa alle violenze a Milano a marzo del 2006 (4 anni di reclusione) era stata gi scontata e che l'invio del mandato d'arresto europeo era posteriore".

Il Comitato di sostegno a Vincenzo Vecchi, sottolinea Laurence Petit, "sostiene dall'inizio che questi due mandati di arresti europei sono ingiusti. Per i fatti di Milano poi Vecchi ha gi scontato la sua pena e il mandato d'arresto europeo in questo caso non tiene in considerazione la sentenza della Corte di Cassazione". Per Petit la condanna di Vecchi comunque "totalmente sproporzionata rispetto ai fatti rimproverati. Chiediamo alla Corte che vengano considerati irricevibili i due mandati e che Vincenzo Vecchi venga liberato".

Vecchi, rileva Petit, "si inserito perfettamente nella comunit locale. In questi anni a Rochefort-en-Terre ha partecipato a molte iniziative e anche ad iniziative di beneficenza. Ha trovato il suo posto". Comunque, Petit, che precisa che il Comitato, che conta circa 150 persone, " totalmente apolitico", sottolinea che Vecchi "non ha informato nessuno della sua situazione e sicuramente ha fatto bene a non farlo".

"Quando abbiamo saputo della vicenda di Vincenzo Vecchi siamo rimasti sorpresi anche perch non ci aveva detto nulla. Con lui non parlavamo mai di politica ma di tutti altri temi come la musica, la letteratura. Quello che ci ha scioccato in questa vicenda la sproporzione tra la condanna e i capi di imputazioni nei suoi confronti: a quello che ci risulta non stato accusato di violenza sulle persone", sottolinea all'Adnkronos Mona Guiomard, il membro del Comitato di sostegno a Vincenzo Vecchi che ha contribuito alla stesura dell'appello che stato pubblicato il primo ottobre su 'Le Monde' e che ha tra i firmatari decine di intellettuali francesi, come lo scrittore francese ric Vuillard o il filosofo italiano Giorgio Agamben.

Per il comitato di sostegno di Vecchi, quindi, "le condanne nei suoi confronti sono sproporzionate rispetto ai capi di imputazioni. Per i fatti di Milano quello che sembra che la condanna stata gi scontata e quindi uno dei due mandati di arresti europei non sarebbe valido. E' una cosa incomprensibile", spiega ancora Guiomard.

"Il dossier per i fatti di Genova sembra molto leggero e le autorit italiane finora hanno fornito poche informazioni. Se il dossier resta cos come non vediamo come la Corte di Appello di Rennes potrebbe consegnarlo alle autorit italiane", spiega ancora Guiomard.