G8, padre Giuliani: "La più grande ingiustizia a Carlo? Impedire processo"

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"La più grande ingiustizia che è stata fatta a Carlo è quella di aver impedito un processo: se guardiamo a come sono stati affrontati i fatti di Genova dobbiamo ricordarci che l'omicidio di Carlo, il fatto più grave, venne tolto da mezzo da subito. Sicuramente si può dire che il 2001 fu l'anno zero, è stata una repressione violenta e organizzata, non c'è il minimo dubbio, è stato archiviato un omicidio senza nemmeno concedere la possibilità di un processo". Così all'Adnkronos Giuliano Giuliani, il padre di Carlo, ucciso durante gli scontri del G8 a quasi 20 anni di distanza dai fatti di Genova 2001.

"La cosa immediata che può venire in mente - aggiunge parlando del fronte politico e dei cambiamenti di questi 20 anni - è che ci sia stato solo un ulteriore peggioramento, nel senso che non si sono affrontate le ragioni vere che fanno di questo Paese un Paese che ha grossi problemi. Le cose vere che dovevano essere affrontate erano in primo luogo la capacità di far crescere la cultura, la capacità di pensiero del popolo e questo non c'è stato, c'è stato un ulteriore abbrutimento, un'involuzione, un ulteriore arretramento perché altrimenti non si sarebbe potuto comprendere perché parti importanti delle masse popolari si siano fatte abbindolare da un'idea razzista".

"Fa rabbrividire - conclude - che pezzi di classe operaia abbiano accettato questa subdola manovra di far pensare che il nemico è un povero immigrato mentre il nemico vero è che usa il potere nel molto più sporco. Questo è il frutto non di una disattenzione ma di una voluta incapacità di far crescere la cultura di base di questo Paese".