Gabanelli: "Era un dovere trasmettere inchiesta 'Report' prima possibile"

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di Antonella Nesi  

"Penso che i colleghi di 'Report' abbiano solo fatto il loro mestiere. Dalla puntata si capisce che l'inchiesta ha richiesto qualche mese di lavoro. 'Report' ha ripreso la messa in onda lunedì scorso, e pertanto quando avrebbero dovuto trasmettere quell'inchiesta? Alla fine di tutte le elezioni regionali? Se l'argomento dell'inchiesta è comprendere i legami della Lega con la Russia - tema caldo e di cui si parla ogni giorno - il servizio pubblico (pagato da tutti i cittadini) ha il 'dovere' di trasmetterla il prima possibile". Così Milena Gabanelli commenta con l'Adnkronos le polemiche seguite alla messa in onda della prima puntata della nuova edizione di 'Report', con l'inchiesta 'La fabbrica della paura' dedicata al 'Russia gate'. 

"E poi cosa significa 'par condicio' per i consiglieri Rai che hanno sollevato il problema, visto che i soggetti in questione hanno tutti avuto la possibilità di esprimere le loro considerazioni?", chiede Gabanelli commentando la spaccatura prodottasi sull'argomento nella riunione del Cda Rai di ieri.  

"Aggiungo: 'Report' non è un talk show, ma un programma di inchiesta, parla con documenti alla mano e non ha mai avuto un occhio di riguardo per nessun partito, basta andare a vedere cosa c'è nei 23 anni di programmazione", conclude Gabanelli che di 20 di quei 23 anni è stata protagonista da autrice e conduttrice del programma di giornalismo investigativo.