Gabriele Paolini: cosa fa oggi il “disturbatore”?

Gabriele Paolini: cosa fa oggi il “disturbatore”?

Occhiali da vista, capelli lunghi ed espressione stralunata, quello di Gabriele Paolini è uno dei volti più discussi della televisione. Che cosa fa oggi?

Chi è Gabriele Paolini?

Nato a Milano il 12 ottobre del 1974, Gabriele Paolini è famoso per essere un grande “disturbatore” del piccolo schermo, apparso più volte in trasmissioni durante una diretta. Proprio grazie ai suoi comportamenti insoliti è entrato nel Guinness dei primati. La motivazione? “Sabota regolarmente i collegamenti di giornalisti e presentatori su tv nazionali in Italia, incoraggiando l’uso del preservativo come parte della propria battaglia civile contro l’Aids“.

Non si conoscono dettagli della sua vita privata. Paolini si è definito “inquinatore televisivo”, descrizione che rende bene l’idea della sua attività di disturbo nei diversi programmi televisivi. Spesso la sua presenza invasiva durante le riprese degli inviati, ha costretto l’interruzione del collegamento o improvvisi cambi d’ inquadrature.
Gabriele Paolini è noto anche per aver preso parte a un film a luci rosse “Storie di un italiano vero”. Nel 2013 ha fatto la sua apparizione nel film “I soliti noti”, una raccolta di scene a cui hanno partecipato anche Sara Tommasi e Rocco Siffredi.

Reati e accuse a carico del “disturbatore”

  • L’anno 2010 l’uomo è stato condannato a 2 anni e 8 mesi per le accuse di tentata estorsione, diffamazione e molestie ai danni di Robert Bernocchi.
  • Nel 2012, la condanna a 6 mesi per molestie verso 3 giornalisti Mediaset, oltre al risarcimento di 30mila euro.
  • Nell’anno 2013 Paolini è stato arrestato per i reati d’induzione e sfruttamento alla prostituzione minorile, finisce poi ai domiciliari grazie al ricorso dei suoi legali.
  • 2014 rinvio a giudizio per i reati di induzione alla prostituzione, produzione di materiale pedopornografico e tentata violenza sessuale. Torna in libertà nel 2015.

Gabriele Paolini oggi

Nel 2018 il tribunale della sorveglianza della Capitale ha deciso di affidare in prova ai servizi sociali il noto disturbatore, impegnandolo come volontario a Roma in cui vive. Le relazioni scritte dall’assistente sociale e i giudici che dichiaravano Paolini sempre più interessato “verso tematiche sociali positive”, hanno spinto il tribunale ad affidare l’uomo ai servizi sociali per fargli scontare la pena di 2 anni, cinque mesi e quindici giorni di reclusione. Questa per via delle condanne che ha accumulato nel tempo.