Gabrielli: "No a giustizia 'porta a porta'"

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"Stigmatizzo sia quelli che fanno giustizia porta a porta, che quelli che accusano la polizia in maniera indiscriminata". Ad affermarlo è stato oggi il capo della Polizia, Franco Gabrielli - rispondendo a una domanda dei giornalisti che gli chiedevano di commentare il gesto di Matteo Salvini di citofonare a una casa privata a Bologna - a margine del convegno su "Multimedialità e sicurezza" organizzato dalla Questura e dal Consorzio Universitario di Pordenone che si è tenuto nell'Aula Magna del Consorzio Universitario per la Formazione Superiore della città del Noncello. Il convegno - svoltosi nell’ambito delle attività istituzionali e di collaborazione per valorizzare enti e realtà del territorio - ha fornito l'occasione per approfondire e condividere tematiche nell'ambito della sicurezza, attraverso l'intelligenza artificiale e la realtà aumentata. Dopo gli interventi dei relatori, il capo della Polizia, parlando di sicurezza, ha sottolineato che "bisogna avere una visione complessiva, perché ormai la sicurezza si ottiene solo in maniera integrata e i soggetti che concorrono al bene sicurezza devono lavorare nella stessa direzione". 

In particolare, nel corso dei lavori - svolti alla presenza del prefetto di Pordenone, Maria Rosaria Maiorino, del questore, Marco Odorisio, delle autorità civili e militari e degli studenti - sono stati illustrati nuovi progetti e sperimentazioni come quelli sull'intera postura, la rilevazione ed elaborazione delle microespressioni dei volti e l'evoluzione nell'applicazione delle tecnologie di riconoscimento facciale ed emozionale. Sono state inoltre approfondite alcune tematiche come l'analisi predittiva comportamentale in luoghi affollati e di singoli soggetti e la sperimentazione delle tecnologie per la sicurezza applicate ai droni.