Galleria Alberto Sordi, niente più profumo di arabica

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Roma, 5 ott. (askanews) - Galleria Alberto Sordi, addio al caffè e al profumo di arabica.

Un'area di ristoro, anzi due, perchè i bar collocati lungo gli spazi della Galleria Alberto Sordi sono due, dove è facile incontrare il potere. Ma anche gli scrittori, i giornalisti, persino i personaggi del mondo dello spettacolo che spesso stazionano lì: il teatro Quirino è infatti dietro l'angolo. Montecitorio è a pochi passi, Palazzo Chigi pure e spesso gli onorevoli, ma anche qualche ministro fanno i loro incontri, davanti ad una tazzina di caffè, o ad un apertivo, proprio seduti nei lunghi corridoi della Galleria tra graniti e mosaici. Un modo per allontanarsi dai palazzi del potere, distanti, ma sempre così vicini ai palazzi dove tutto si decide, e solo un pò.

Ora, dal primo novembre, niente più caffè, cappuccini, spremute. Ben 31 lavoratori non serviranno più dolci e tramezzini neanche ai numerosi turisti, di passaggio dalle due "navicelle" della Galleria, che la attraversano per andare da via del Corso a via del Tritone. Generi di conforto da gustare magari guardando le vetrine di lusso con marchi alla moda come Kelvin Klein, Trussardi, Pinko, Furla, Coccinelle e tanti altri.

Preoccupati i camerieri che restaranno senza lavoro. Il gestore "Gran caffè in galleria" infatti riconsegnerà i locali ai proprietari Immobiliare Piazza Colonna (Sorgente Group). Così dopo la Rinascente, che lo scorso mese di maggio ha riconsegnato i locali ed inaugurerà la nuova sede in via del Tritorne(mantenendo quella di Piazza Fiume) il prossimo 12 ottobre, adesso anche i dipendenti dei negozi che rimangono cominciano ad avere qualche ansia per il futuro. Ma la prima chiusura ha riguardato in realtà il negozio di borse Nannini, alcuni mesi prima della Rinascente. Proprio all'angolo tra le due "navicelle" in Galleria c'è la storica libreria Feltrinelli. Lo scorso luglio ha chiuso i battenti anche l'unico ristorante che c'era, e che aveva sempre cercato di mantenere un tono alto anche negli arredi.

Chi ancora continua a lavorare in Galleria, è allarmato per tutte queste saracinesche abbassate e la chiusura degli spazi commerciali, e teme proprio il declino.

Così

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