Galli: "Coronavirus è ovunque"

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"Questa estate di tempo se ne è perso veramente tanto, da parte più o meno di tutti". E' il giudizio impietoso dell'infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli. "Tra i primi aspetti su cui si è perso tempo durante questa estate ci sono anche i trasporti - ha evidenziato durante il suo intervento ad 'Agorà' su Rai 3 - Per riuscire a tenere aperte le scuole, bisogna cercare di garantire il massimo della sicurezza del prima e del dopo, cioè quando a scuola ci arrivi e quando te ne vai. In questo, i trasporti hanno un ruolo fondamentale. Che non si sia fatto abbastanza - in un Paese ancora profondamente disorganizzato e bisognoso di forti modernizzazioni come il nostro, dove ad esempio sulla questione trasporti hanno giurisdizione poteri numerosi e diversi - è sotto gli occhi di tutti. E qui parla il cittadino non il tecnico".

Forse, ha incalzato l'esperto, "alcune delle persone che oggi anche in termini politici si accaniscono su quanto non è stato fatto dai vari poteri locali e nazionali hanno avuto un'ottima responsabilità nell'andare alla 'diminutio' dei problemi, e nel consentire che questa estate sia andata oltre quanto ci si poteva permettere in termini di limitazione del rischio della distribuzione del contagio. Dopo il lockdown costosissimo, avevamo avuto una situazione per cui in alcune regioni il virus quasi più non c'era. Dopo il 'liberi tutti' ci siamo ritrovati con il virus ovunque. Virus che c'è sempre stato, ma che chiaramente ha avuto modo addirittura di redistribuirsi alla grande e ce lo siamo ritrovati dappertutto".

Questo, ha osservato Galli, "ci pone un problema estremamente serio. E' un virus che non ci consentirà una trattativa di ambito politico sindacale. Lui procede, noi dobbiamo trovare la maniera di conviverci e di fermarlo e questo possibilmente con un po' più di consenso generale perché altrimenti la mia impressione è che si vada verso tempi peggiori. Quando il problema salute diventerà come è diventato in Francia, è evidente che persino per un Paese che è ancora poco disponibile a rinunciare all'aspetto economia si debbano prendere decisioni come quelle prese dalla Francia e anche dalla Germania".