Galli: "I ricoverati di oggi non sono diversi da quelli di aprile. E c’era chi parlava di virus debole”

Livia Paccarié
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Professor Massimo Galli, primary infectologist of the hospital Luigi Sacco gives an interview in Milan on Mars 3, 2020 about the situation of the Covid-19 outbreak in Italy. (Photo by Miguel MEDINA / AFP) (Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images) (Photo: MIGUEL MEDINA via Getty Images)
Professor Massimo Galli, primary infectologist of the hospital Luigi Sacco gives an interview in Milan on Mars 3, 2020 about the situation of the Covid-19 outbreak in Italy. (Photo by Miguel MEDINA / AFP) (Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images) (Photo: MIGUEL MEDINA via Getty Images)

“Ve l’avevo detto”, così commenta la risalita dei contagi il primario del Sacco di Milano Massimo Galli. Ospite a Cartabianca su Raitre, come si legge su Open, l’infettivologo è tornato sulla polemica del “virus clinicamente morto”, aperta da Alberto Zangrillo lo scorso maggio. Il primario si era scontrato anche con Matteo Bassetti del San Matteo di Genova, secondo il quale buona parte dei positivi oggi è asintomatico e non malato grave come accadeva nei primi mesi della pandemia.

“Dovessi togliermi qualche sassolino dalla scarpa – ha detto Galli – potrei anche dire che alcuni messaggi eccessivamente rassicuranti in merito a un virus indebolito o una malattia inesistente hanno aiutato coloro che, a livello politico o di comportamento individuale, hanno pensato che non ci fosse più un problema così serio”.

Galli invita i colleghi a farsi un giro per le corsie degli ospedali, dove ora: «i malati non differiscono quasi in nulla rispetto a quelli di aprile. Forse – ha aggiunto – per il momento sono più giovani e un po’ meno gravi, ma il conto dei decessi e le caratteristiche di chi sta in rianimazione stanno rapidamente colmando la differenza. E questo non avremmo voluto vederlo”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.