Galli: "Quando riapri senza dati stabilizzati si paga dazio"

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Massimo Galli
Massimo Galli

Il direttore del reparto di Malattie Infettive del Sacco Massimo Galli dubita che la curva dei contagi abbia raggiunto il suo picco: secondo lui il dato sui nuovi positivi è ancora troppo stabile e “probabilmente ci siamo illusi nel weekend” vedendo cifre più basse.

Galli sul picco dei contagi

Intervenuto durante la trasmissione Accordi & Disaccordi, l’esperto ha sottolineato come, essendo l’epidemia ancora in fase di crescita, sia necessaria la massima prudenza. Se dovessero riaprire le scuole elementari anche in zona rossa, come lo stesso Premier Draghi ha sperato di poter fare, per lui “bisognerebbe farlo con una serie di interventi sentinella“. Vale a dire senza aspettare che venga segnalato un focolaio per isolare studenti e docenti ma essendo proattivi tramite un utilizzo bilanciato dei test a disposizione.

Quanto al sistema dei colori, che da mesi stabilisce le restrizioni delle regioni in base alla loro situazione epidemiologica, secondo lui è una coperta corta: “Quando riapri senza dati stabilizzati, si paga dazio. Poi, se arrivano anche le varianti, le cose diventano più complicate”, ha affermato rimarcando come aperture e chiusure non possano essere gestite con un timer.

Galli si è inoltre espresso sull’eventuale impiego del vaccino russo Sputnik spiegando come il siero utilizzi 2 vettori virali diversi che probabilmente ne aumentano l’efficacia. “É un vaccino intelligente, stimolante anche dal punto di vista scientifico“, ha sottolineato. Il dubbio che gli è venuto, dato che i numeri di Cina e Russia non indicano molte persone vaccinate con questo antidoto, riguarda la potenzialità produttiva e la prontezza nell’arrivo delle forniture qualora venisse approvato.