Galli: "Sputnik sembra ottimo, ma dubbi su capacità di vendercelo"

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Massimo Galli
Massimo Galli

Il direttore del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano Massimo Galli ha manifestato la necessità di superare “i diversi pasticci di tipo comunicativo” registrati sul caso AstraZeneca che spinto diversi individui a non avere più fiducia in quel vaccino: si è inoltre detto sconcertato per il fatto che gli USA abbiano accusato l’azienda di aver fornito dati obsoleti alle autorità americane.

Galli su AstraZeneca: “Sconcertato dagli USA”

Intervenuto nel corso della trasmissione L’Aria che tira in onda su La7, l’esperto si è così espresso sul caso statunitense: “Mi sembra veramente strano. La mia sensazione è che ci sia una contrapposizione che va al di là degli aspetti scientifici nel parlare dei vari vaccini“. Un fatto che ha definito particolarmente preoccupante perché si tratta dell’arma di cui abbiamo assoluto bisogno per mettere i sicurezza i nostri cittadini.

Ha poi spiegato di non essere contrario all’idea di un mondo coeso e che produce i farmaci in una situazione di multinazionali ma “se i risultati sono questi ti viene da dire che siamo stati molto in ritardo nel capire che sarebbe stato opportuno renderci il più possibile autonomi garantendo i bisogni reali“.

Galli si è infine pronunciato sul vaccino russo Sputnik sottolineando che dai dati sembra un siero ottimo ed efficace. Quanto alla possibilità di averlo si è chiesto come mai in Russia i vaccinati con quell’antidoto siano così pochi in percentuale. Di qui dunque la domanda se siano in grado di produrlo e venderlo agli altri paesi o se stiano cercando qualcuno che lo produca per loro.