Galli troppo in tv, sarà lockdown personale? L'infettivologo parla a Otto e mezzo

·2 minuto per la lettura
Il professor Galli e Otto e mezzo
Il professor Galli e Otto e mezzo

Galli troppo in tv, sarà lockdown personale? Il professore rivela che di solito lui declina “i quattro quinti delle richieste” delle tv. Richieste di esprimere il suo parere sull’emergenza Covid in Italia. Il responsabile del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano sostiene in pratica che è l’informazione che mette in moto la giostra dei virologi catodici: “Pare che tutti abbiate bisogno di riempire i palinsesti e insistiate per avere determinate voci, alcuni per fare corrida e altri per fare informazione seria. Sono stato tentato di fare il mio personalissimo lockdown e di rimanere in silenzio per 2-3 settimane”.

Galli troppo in tv, sarà lockdown personale? Le dichiarazioni.

Il professor Galli, dopo l’allarme sulle varianti smentito dal suo stesso ospedale, ha sostenuto questa tesi a Otto e mezzo.”Però il punto è che in questo momento siamo in una congiuntura particolarmente seria e preoccupante. Credo di essere sempre stato coerente nelle posizioni che ho portato, molte cose che ho preconizzato si sono avverate. Stiamo attenti in questo momento, questo vi posso dire”. In tema di vaccinazioni Galli non ha dubbi: “Se quello che è stato programmato con tutta l’Europa non si verifica, siamo in un grosso guaio. Bisogna pensare ad una exit strategy che ci garantisca alternativa. La produzione del vaccino non si allestisce in due minuti, gli impianti non sono semplici da mettere in piedi da un giorno all’altro, ma come Italia e come Europa bisogna cominciare a pensarci e anzi bisognava farlo prima. Una produzione rapida in Italia? Rapida, no. Sarebbe un piano B che non risolverebbe uno dei problemi fondamentali”.

Vaccini, ritardi e previsioni

Poi aggiunge su un tema a lui caro e sui cui non ammette deroghe. “Se vaccini molto e rapidamente riesci a bloccare la trasmissione del virus. Se vaccini in maniera troppo diluita nel tempo non ottieni l’effetto di contenimento complessivo del virus e consenti la circolazione di varianti. Tra un anno potremmo vedere la prospettiva rosea ed esserne fuori. Dobbiamo tener duro”.