Gallo (M5S): accordi con altre forze non rigettano nostri progetti

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Roma, 2 feb. (askanews) - "Oggi c'è chi vuole rigettare qualsiasi proposta che realizzi i nostri progetti 5 stelle nelle regioni e nei comuni se troviamo l'accordo con altre forze politiche". Lo dichiara Luigi Gallo, M5S, presidente della commissione cultura della Camera con evidente riferimento alle polemiche nate dopo l'intenzione del sindaco Pd di Pesaro di volere far entrare in giunta una consigliera grillina.

"Se avessimo fatto così nel 2018 - domanda Gallo - i 2,5 milioni di poveri del nostro Paese avrebbero potuto mettere il piatto a tavola? Le 600 mila famiglie con minori a rischio o le famiglie povere con disabili avrebbero potuto riacquistare la dignità come è accaduto da circa 6 mesi con il reddito di cittadinanza? Qualcuno immaginava - continua - che la Lega avesse potuto mai votare il reddito di cittadinanza e la legge anticorruzione? Eppure è accaduto ed oggi sono in carcere politici e colletti bianchi".

"Qualcuno poteva immaginare - sollecita ancora il parlamentare vicino al presidente della Camera Roberto Fico - che il PD accettasse di rendere operativa la legge sulla prescrizione e stare in un governo che varasse il primo decreto sui cambiamenti climatici e investisse 4 miliardi per la green economy; con soldi per le bonifiche e dissesto idrogeologico? Sta accadendo anche questo. E il taglio dei parlamentari fatti votati dal PD, LEGA e tutte le forze politiche? E il taglio dei vitalizi realizzato da Roberto Fico presidente della Camera? E il taglio di tutti gli sprechi? Lo abbiamo sempre fatto noi del M5S con i voti di altre forze politiche".

Gallo sostiene che "alcuni dicono che gli accordi si fanno dopo. Questo accade a livello nazionale perchè siamo una repubblica parlamentare ma a livello regionale o comunale questo non può accadere e se vogliamo continuare ad essere portavoce delle vittime di malasanità, dei più poveri, delle mamme della terra dei fuochi allora dobbiamo puntare a cambiare il governo della regione e possiamo farlo solo se non siamo da soli. Tocca ancora a noi, dopo 10 anni, indicare dalla Campania la direzione del cambiamento, sconfiggendo la politica marcia delle regioni e dei comuni e non possiamo isolarci per sederci il giorno dopo nell'irrilevanza ma costringendo le forze politiche che hanno il coraggio di cambiare ad un accordo su dei progetti da realizzare nei prossimi 5 anni".