Web: Gallo (M5S), 'commissione inchiesta fake news lavori a carta etica informazione'

Web: Gallo (M5S), 'commissione inchiesta fake news lavori a carta etica informazione'

Roma, 3 mar. (Adnkronos) – "Le fake news hanno presa tanto più in un Paese nel quale l’emergenza sull’analfabetismo funzionale è una questione reale e seria, su cui le istituzioni devono interrogarsi. In Italia solo un quindicenne su venti è in grado di comprendere un testo letto, la media Ocse è di uno su dieci. Mentre gli studenti che hanno difficoltà con gli aspetti di base della lettura sono uno su quattro. Per questo penso che la commissione d’inchiesta debba lavorare per l’istituzione di una carta etica per l’informazione e non per imbavagliare i cittadini. Ricordo, inoltre, la nostra importante proposta di legge in esame in commissione che punta sull'educazione all'uso consapevole dei media, portando l'attenzione sulla fase preventiva”. Lo dichiara Luigi Gallo, deputato del MoVimento 5 Stelle e presidente della Commissione Cultura Scienza e Istruzione, a margine dell’audizione sull’istituzione di una commissione d’inchiesta sulle fake news.

“In pochi anni le tasche di tutti i cittadini si sono riempite di strumenti tecnologici e digitali senza che si siano diffusi contemporaneamente gli strumenti giusti per navigare nel mondo dell’informazione pervasivo che arriva fin dentro ai nostri smartphone – aggiunge il deputato – Non basta conoscenza o istruzione di base, non basta neanche un buon livello di istruzione, perché è assente un vademecum condiviso, una guida condivisa all’uso corretto dei media e dell’informazione in questo caso scientifica, che coinvolga media, istituzioni e cittadini”.

Infine, l’esponente del MoVimento 5 Stelle lancia la sua proposta: “È necessario sia lavorare sull’educazione del cittadino del ventunesimo secolo – per contrastare il rischio di una barbarie culturale – sia promuovere una nuova carta etica per la nostra informazione che però non rimanga nel ristretto campo degli addetti ai lavori, a maggior ragione in un’epoca in cui ciascuno di noi rispetto ai media è ormai in qualche modo prosumer, produttore e consumatore al tempo stesso di contenuti informativi”.