Gambizzato a Genova, anarchici del Fai rivendicano agguato

Milano, 11 mag. (LaPresse) - E' arrivata per posta ordinaria, a distanza di cinque giorni dall'attentato, la rivendicazione del ferimento di Roberto Adinolfi, l'amministratore delegato dell'Ansaldo Nucleare, gambizzato lunedì a Genova e dimesso oggi dall'ospedale San Martino. Una busta con il timbro delle poste del capoluogo ligure, recapitata alla sede milanese del Corriere della Sera e firmata dal 'Nucleo Olga Federazione Anarchica Informale - Fronte rivoluzionario internazionale' (Fai). A parlare di anarchici era stata già il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, che riferendo alla Camera su quanto accaduto aveva parlato di "tre piste", tra cui quella anarco insurrezionalista. "A marzo 2009 - aveva detto - era stato diffuso sul web un documento nel quale, anche senza minacce specifiche, erano stati segnalati diversi manager di società impegnate nel campo delle'energia nucleare", tra i quali c'era anche quello di Roberto Adinolfi. E proprio il nome dell'ad dell'Ansaldo Nucleare compare in testa al volantino di rivendicazione, nel quale le tematiche ambientaliste e contro il nucleare, si mescolano a considerazioni più generali sull'anarchia, sul capitalismo e sulla necessità di "giocarci tutto" per realizzare "il sogno" di un'umanità "libera da ogni forma di schiavitù".

La rivendicazione, che è al vaglio degli inquirenti, si apre con una citazione di Michail Bakunin, uno dei padri fondatori dell'anarchia, seguita da due frasi attribuite allo stesso Adinolfi sul tema del nucleare. "Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi - scrivono gli anarchici del Fai - uno dei tanti stregoni dell'atomo dall'anima candida e dalla coscienza pulita". "Prima che il nucleare ricadesse in disgrazia - si legge nel volantino - è stato tra i maggiori responsabili insieme a Scajola del rientro del nucleare in Italia". Il testo prosegue con una serie di giudizi negativi nei confronti dell'ad dell'Ansaldo Nucleare. "Un tecnico" spiega il nucleo Olga che "nasconde la longa manus del capitale, un dirigente poco incline a comparire alla ribalta", ma che è, allo stesso tempo, "un responsabile scellerato che non solo ha progettato e rimodernato centrali nucleari che hanno fatto e continuano a fare morti in giro per il mondo".

In uno dei passaggi gli anarchici cambiano la forma stilistica e si rivolgono direttamente alla vittima dell'agguato. "Siamo certi ingegnere - scrivono gli anarchici - che mai nemmeno per un secondo ti sei sentito corresponsabile di tale spada di Damocle sulle nostre teste. Ti diamo una cattiva notizia: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, è la tua fisica che ce lo insegna. Con questa nostra azione ti restituiamo una piccolissima parte delle sofferenza che tu uomo di scienza stai riversando sul mondo". Ma l'attacco ad Adinolfi si estende anche a Finmeccanica, di cui l'Ansaldo Nucleare è una costola e che viene definita "mostruosa piovra artificiale. I suoi tentacoli ovunque si strangola uccide e opprime". Proprio verso il colosso pubblico gli anarchici propongono "una campagna di lotta armata". "Oggi l'Ansaldo nucleare - scrivono - domani un altro dei suoi tentacoli, invitiamo tutti i gruppi e singoli Fai a colpire tale mostruosità con ogni mezzo necessario".

Quattro pagine nelle quali non mancano riflessioni autocritiche sul movimento anarchico e spiegazioni sui motivi che hanno spinto a sparare. "Pur non amando la retorica violentista - scrive il Fai - con una certa gradevolezza abbiamo armato le nostre mani, con piacere abbiamo riempito il caricatore". Un cambiamento di rotta per il gruppo, che specifica come, "a progettare e realizzare questa azione" siano stati degli anarchici "senza alcuna esperienza 'militare', senza alcuno specialismo, solo degli anarchici che con questa nostra prima azione vogliono segnare definitivamente un solco tra loro e quell'anarchismo infuocato solo a chiacchiere e intriso di gregarismo". Vicini agli anarchici greci (il nome scelto dal gruppo è quello di Olga Ikonomidou, delle Ccf, una nuova corrente greca) si dicono pronti a realizzare altre azioni, che avranno il nome "degli altri fratelli greci". Sette quelli riportati nel volantino, compreso quello di Olga.

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