Gantz gela Bibi: "Sarò io il nuovo premier. Tu hai perso le elezioni". E nel Likud cresce la fronda anti-Netanyahu

Umberto De Giovannangeli
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Il “Re” è costretto a cedere lo “scettro”. E a provare di restare comunque al tavolo governativo. Ormai per Benjamin “Bibi” Netanyahu il dopo-voto assomiglia sempre più a una lotta per la sopravvivenza. Chi gli è rimasto fedele racconta ad HuffPost di un uomo che vive il momento più difficile, drammatico della sua interminabile stagione politica: “Sa di giocarsi tutto in queste ore – dice la fonte – ed è a conoscenza della fronda che cresce nel partito, portata avanti da personaggi che senza il sostegno di Bibi sarebbero rimasti dei signor nessuno”.

Il Netanyahu che si presenta in pubblico o che rilascia dichiarazioni ai giornali sembra il lontano parente del primo ministro politicamente più longevo nella storia d’Israele, colui che annunciava l’annessione della Valle del Giordano subito dopo una vittoria elettorale che si sentiva in tasca. E anche di quello che, solo ieri sera in una riunione con i suoi alleati, aveva sostenuto che c’erano soltanto due opzioni disponibili: “Un governo guidato da me, oppure quello della sinistra e dei partiti degli arabi”. Bibi resta un combattente come pochi ma da politico navigato sa bene che non è più lui a dare le carte nel gioco della politica post-17 settembre. I risultati pressoché finali (98% le schede scrutinate) danno Kahol Lavan (“Blu Bianco”) di Benny Gantz primo partito con 33 seggi, due in più del Likud. Complessivamente, il blocco, tutt’altro che monolitiche, delle destre pro-Netanyahu raggiunge 55 seggi, contro i 57 del centro-sinistra, inclusi i partiti arabi israeliani della Joint List (13 seggi, terza forza alla Knesset).

Per quanti, come chi scrive, hanno conosciuto Benjamin Netanyahu negli anni della sua irresistibile ascesa, fa fatica a riconoscere l’uomo che sguardo basso e tono dimesso si rivolge al Generale (Gantz è stato capo di Stato maggiore delle Forze di Difesa israeliane) che lo ha buttato nell’ultima battaglia politica. “Incontriamoci, dobbiamo...

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