Gap tecnologico nel conflitto islam-Occidente, la nuova interpretazione ne 'Il mondo chiuso' di Elio Cadelo

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Il divario scientifico e tecnologico come causa dello scontro tra islam e Occidente. E' la nuova interpretazione "storica, al di là di miti e leggende" che dà lo scrittore Elio Cadelo declinandola nel suo nuovo libro 'Il mondo chiuso' (Leg Edizioni) appena uscito nelle librerie. "Esiste un islam moderato? Perché il terrorismo ha messo radici nei paesi musulmani? E soprattutto cosa ha trasformato la religione islamica in un credo politico? Sono alcune delle domande alle quali cerco di rispondere nel mio libro che analizza il conflitto in atto tra islam e l'Occidente alla luce dello sviluppo scientifico e tecnologico dei nostri giorni" spiega Cadelo.

La storia dei rapporti tra l'Occidente e il mondo islamico, osserva il saggista e e divulgatore scientifico, per anni voce del Giornale Radio Rai, "è una storia complessa, dalle mille sfaccettature e dai risvolti spesso indecifrabili, deformata nel tempo da luoghi comuni che hanno falsato la verità storica a favore di una narrazione, spesso, fuorviante. L'Italia, infatti, non è uscita dal Medioevo grazie all'incontro con la cultura araba; la scienza e la filosofia greca non sono giunte grazie alle traduzioni dall'arabo dei testi greci e l'Umanesimo e il Rinascimento non sono affatto germogliati a seguito alla presenza della cultura araba".

Il saggio vuole per la prima volta portare all'attenzione il cosiddetto Rinascimento arabo: "Una parentesi brevissima -osserva Cadelo- annientata dalla repressione religiosa che frantumò sul nascere ogni forma di libertà di pensiero, tanto che filosofi e scienziati (come Avempace, Averroè, Avicenna e altri) furono assassinati, costretti alla fuga, arrestati o torturati". "Nulla in comune - aggiunge Cadelo- con quanto fu realizzato in Italia dall'Umanesimo con Francesco Petrarca che rigettò la teologia e la filosofia musulmana".

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