Garante detenuti: quello di Gradisca è un episodio allarmante

Gci

Roma, 27 gen. (askanews) - Cautela sulle cause che hanno portato alla morte di Vakhtang Enukidze, il detenuto georgiano morto nel Cpr di Gradisca. Ma anche piena volontà di accertare i fatti che hanno portato al decesso dell'uomo. Lo chiarisce, in una nota, il Garante nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma.

Ricordando che non è nello stile del Garante nazionale fornire anticipazioni rispetto a un esame ancora formalmente in corso, "il non emergere, stando alle prime valutazioni dei periti, di elementi indicativi di un pestaggio come causa principale della morte di Vakhtang Enukidze non diminuisce - si afferma - l'assoluta volontà di fare piena luce su eventuali comportamenti lesivi della sua integrità fisica nel periodo in cui è stato privato della libertà da parte dell'autorità pubblica. Al contrario, la ricostruzione di ogni singola fase di tale periodo è necessaria - precisa ancora Palma - per accertare eventuali responsabilità ed evitare qualsiasi sensazione d'impunità".

Per questo, si conclude, il Garante nazionale seguirà "con molta attenzione i risultati degli esami tossicologici e sottolinea il dovere per chiunque fosse stato testimone, o abbia avuto contezza del verificarsi di episodi di comportamenti lesivi nei confronti del signor Vakhtang di informarne l'autorità giudiziaria. Non deve esserci spazio - è il pensiero del Garante - per nessun sospetto di omertà o di impunità rispetto alla morte di un giovane uomo mentre era sotto la responsabilità dello Stato".