Garante infanzia: sì a ius soli o ius culturae -2-

Cro-Mpd

Roma, 28 feb. (askanews) - "A questi bambini e ragazzi - che crescono, giocano, sognano e studiano come gli altri - è riconosciuto uno status diverso, in applicazione del principio dello ius sanguinis - spiega Albano -. Crescono in Italia da stranieri e, nei fatti, finiscono per esser stranieri anche nella patria dei loro genitori. Risulta ad esempio difficile, se non incomprensibile, per uno di questi bambini capire perché non gli siano riconosciute le stesse opportunità dei coetanei, come praticare lo sport a livello agonistico o partecipare alle gite scolastiche all'estero" osserva la Garante. "Una riforma della legge sulla cittadinanza costituisce dunque un passo in avanti per il raggiungimento di un'integrazione effettiva tra tutte le componenti della società. La cittadinanza conferisce infatti senso di appartenenza a una comunità e tale sentimento va coltivato e valorizzato". Nel 2019 l'Autorità garante ha pubblicato uno studio intitolato L'inclusione e la partecipazione delle nuove generazioni di origine immigrata. Focus sulla condizione femminile che contiene le raccomandazioni dell'Autorità in argomento.