Garanti carceri Campania-Lazio:non basta lavoro pubblica utilità

Psc

Napoli, 29 nov. (askanews) - "Il garante dei detenuti della Regione Campania, con il contributo dell'Osservatorio sulla vita detentiva, ha organizzato un incontro di grande valore sociale, un momento di confronto con gli attori sociali e istituzionali che operano nell'ambito delle politiche attive del lavoro. Il nostro obiettivo è quello di far conoscere, condividere e diffondere le esperienze maggiormente significative di inserimento lavorativo dei detenuti e riflettere sulla normativa vigente sugli sgravi fiscali o contributivi per garantire un futuro, soprattutto ai più giovani. Noi ad esempio in Campania dobbiamo essere orgogliosi della buona pratica e dell'esperienza realizzata nel carcere di Sant'Angelo dei Lombardi". Così la presidente del consiglio regionale della Campania, Rosetta D'Amelio, a margine del convegno sul "Carcere: il lavoro possibile, il lavoro negato" promosso e organizzato dal Garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello. "I dati sono molto eloquenti e indicano una difficoltà nell'applicare la legge Smuraglia - ha detto il provveditore campano dell'amministrazione penitenziaria, Antonio Fullone - su più di 7mila detenuti, in Campania, risultano ammessi in attività lavorativa complessivamente 56 detenuti, di cui tre stranieri e quattro non alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria. In base ai dati trasmessi dagli Istituti per il monitoraggio trimestrale (riferimento: terzo trimestre del 2019) - ha continuato Fullone - risultano assunti in totale solo nove detenuti (di cui tre donne), da imprese che beneficiano delle agevolazioni previste dalla Legge Smuraglia. I detenuti sono così distribuiti: due ad Avellino (di cui una donna), uno a Benevento, uno a Napoli Poggioreale, due a Pozzuoli (donne), tre a Sant'Angelo dei Lombardi". (segue)