Garanzie Covid, Italia tratta con Ue su nodo escussioni, no certezza su esito

L'unità di Terapia intensiva dell'Ospedale San Raffaele di Milano

MILANO (Reuters) - L'Italia discute con la Ue soluzioni che possano limitare i rischi di escussione delle garanzie fornite dallo stato durante la pandemia per tenere a galla le aziende e che ora rischiano di rivelarsi un boomerang, ma un accordo non è ancora in vista.

"La Commissione Ue è in contatto con le autorità italiane sulla questione," spiega una portavoce a Reuters. "Non è possibile fare previsioni in merito ai tempi o all'esito di tali contatti".

La tempesta perfetta creata dalla guerra in Ucraina, con il suo corredo di rincari di energia e materie prime, rende più urgente per Roma mettere a punto un paracadute per gestire eventuali inadempienze sugli oltre 270 miliardi di prestiti garantiti dallo stato.

Una cifra imponente, che si confronta con i 140 miliardi circa di Francia e Spagna e la cifra poco sotto i 60 miliardi della Germania.

Il Tesoro, come noto, ha studiato una soluzione che passa per Amco: l'asset management company tricolore sarebbe chiamata a gestire i crediti ceduti dagli istituti bancari a una piattaforma al cui finanziamento contribuirebbero le banche stesse.

Una cessione del credito a monte dell'escussione della garanzia consentirebbe di evitare l'attivazione di un iter che porterebbe il debitore in difficoltà a vedersi recapitare una cartella esattoriale prima di ogni valutazione sulla percorribilità di una strategia di risanamento.

Per quanto la soluzione prospettata lasci fredde le banche, le quali preferirebbero semplicemente un allungamento delle garanzie statali stesse, Bruxelles ha l'esigenza di verificare che lo schema escluda elementi che possano configurarsi come un indebito aiuto pubblico al settore bancario.

Secondo due fonti vicine al dossier, le trattative si stanno protraendo ben oltre le aspettative iniziali e un via libera non è ancora in vista.

Per le banche una soluzione potrebbe essere quella di consentire a Mcc di fornire garanzie a condizioni di mercato come presto farà Sace dopo l'ultimo pacchetto di stimolo annunciato dal governo lunedì scorso.

Nel recepire il quadro temporaneo europeo sugli aiuti di stato per far fronte alla crisi ucraina, il decreto estende le garanzie pubbliche ai prestiti in favore delle imprese operanti in 26 settori maggiormente colpiti dalle conseguenze del conflitto. Pone inoltre le condizioni per rinegoziare i finanziamenti esistenti coperti da garanzia statale erogata da Sace, estendendone la durata fino a 15-20 anni.

Tuttavia, le attese del mercato che il provvedimento, del valore di circa 17 miliardi, estendesse anche a Mcc quanto previsto per Sace sono andate finora deluse.

Intanto, terminata la fase di pre-ammortamento su una tranche dei finanziamenti Covid, da giugno partiranno i pagamenti della quota capitale che andranno ad aggiungersi ai soli interessi pagati finora dalle aziende beneficiarie.

(Valentina Za, Giuseppe Fonte, editing Gianluca Semeraro)

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