Garattini: "Farmaco al posto di vaccino? Inutile e pericoloso"

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"E' preoccupante che possa girare un farmaco del genere che non è legale in Italia, perché non autorizzato, e che, da quanto si legge nelle tante indicazioni con cui è commercializzato in Brasile, sembra un prodotto da banco, indicato per molto, ma inutile per tutto. Per carità, che non venga preso come sostituto del vaccino perché non ha niente a che fare" con Covid-19. Così il farmacologo Silvio Garattini, fondatore e presidente dell'Istituto Mario negri Irccs, commenta all'Adnkronos Salute l'allerta dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sul Parvulan, un prodotto che ha destato sospetti dopo l'incremento delle richieste di importazione.

"Al momento non esiste nessun farmaco che sostituisce il vaccino - ammonisce Garattini - salvo gli anticorpi monoclonali che però hanno un'azione limitata nel tempo, a differenza della vaccinazione che dà una copertura a lungo termine".

Il prodotto - si è scoperto - veniva richiesto, per l'importazione, come anti-Herpes Zoster, ma in realtà se ne è rilevato un utilizzo del tutto diverso, ovvero come profilassi verso Sars-CoV-2, in sostituzione del vaccino anti-Covid.

Capitolo terza dose: la road map per le somministrazioni della terza dose di vaccino anti-Covid "va benissimo per il futuro, ma io aspetterei il parere delle agenzie regolatorie. Risulta che ci siano dati scientifici per le persone che non hanno un'immunità non completa, come i trapiantati d'organo o i malati oncologici sotto chemioterapia e che sono in condizione di immunosoppressione. Questi è giusto che ne possano ufruirne. Per gli altri non corriamo troppo avanti a vaccinare subito con la terza dose, laddove dobbiamo bisogna prima immunizzare il mondo intero, cosa che non stiamo facendo", duce Garattini commentando il via libera dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa alla terza dose di vaccino, che prevede un 'calendario' di priorità ai fragili, poi ai grandi anziani over 80, agli ospiti delle Rsa e agli operatori sanitari.

"E' molto grave che non pensiamo prima a vaccinare tutti i Paesi a basso reddito - sottolinea - perché questo si ripercuoterà su tutti noi, e dovremo fare i conti con le varianti. Capisco che le aziende farmaceutiche vorrebbero fare la terza dose a tutti, ma cerchiamo di essere attenti e aspettiamo che gli enti regolatori si esprimano", conclude.

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