Garavini: successi sportivi orgoglio per connazionali nel mondo

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Image from askanews web site
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Roma, 7 ott. (askanews) - L'estate sportiva è stata ricca di successi per l'Italia, dagli Europei di calcio alle Olimpiadi e Paralimpiadi, alla pallavolo e al ciclismo. Abbiamo chiesto ad alcuni parlamentari eletti all'estero di partire dai tricolori che abbiamo visto sventolare per le strade di tanti Paesi, per raccontare i legami fra le comunità di connazionali nel mondo e la nostra comune terra di origine. Questo è quello che ci ha risposto Laura Garavini, senatrice di Italia viva eletta nella ripartizione Europa. "Credo che mai come quest'anno lo sport ha dato prova della sua capacità di comunicare valori positivi, come l'impegno, la costanza, il sapersi rialzare e il senso d'unione di un popolo. I successi che l'Italia ha inanellato alle Paralimpiadi, alle Olimpiadi e agli Europei sono stati un grande motivo di orgoglio per i nostri connazionali residenti in Europa. A partire da chi vive in Inghilterra e sta attraversando una fase difficile come la Brexit, ma non solo. Incontrarsi per seguire le partite o le competizioni atletiche, esultare insieme per i successi o dispiacersi per le mancate vittorie ha fatto sentire gli italiani meno lontani dalla loro terra di origine. Dalla quale, in alcuni casi, sono stati separati a lungo a causa del Covid. Per tutto questo, siamo grati alle nostre sportive e ai nostri sportivi".

D. Lo sport e il tricolore sono simboli elementari, immediatamente riconoscibili. Ma quali sono a suo giudizio gli altri elementi, che siano affettivi e culturali o politici ed economici, che legano al nostro Paese milioni di italiani sparsi nel mondo?

R. Sono numerosi e variegati, dall'appartenenza regionale - sempre molto spiccata nelle nostre comunità - alla partecipazione attiva agli eventi che hanno un valore simbolico per il nostro Paese. Penso alle celebrazioni a distanza per il 700 anni dalla morte di Dante, ad esempio, o alla settimana della lingua italiana nel mondo. Un grande ruolo rivestono, in questo senso, le associazioni così come gli Istituti italiani di lingua e cultura.

D. Quali iniziative si potrebbero avviare per rinsaldare questi legami e quali vantaggi ne trarrebbe il nostro Paese?

R. Sicuramente è bene continuare a sostenere i principali attori che si occupano di coltivare questi rapporti con la loro attività quotidiana. Il mondo dell'associazionismo, appunto, ma anche tutta la rete delle scuole di lingua e cultura e degli istituti di cultura. E' vitale continuare a finanziare il Fondo cultura, come fatto a partire dal governo Renzi, e sostenere anche la rappresentanza territoriale, mobilitando gli Aire a partecipare al voto per i Comitati degli italiani all'estero.

D. A fine anno si vota per il rinnovo dei Comites. In che misura questa scadenza è nota nelle comunità dei connazionali, quanta partecipazione suscita?

R. Ho personalmente sollecitato la Farnesina affinché si avviasse una campagna di comunicazione rivolta ai territori. E affinché si semplificasse la partecipazione al voto, abbassando il numero di firme necessarie per presentare le liste. Ora rimane da completare un passaggio importante: mobilitare, mobilitare, mobilitare. Gli iscritti Aire devono sapere che, per partecipare, devono registrarsi facendo pervenire al proprio consolato un apposito modulo compilato e firmato e un documento di identità entro il prossimo 3 novembre. Altrimenti non potranno votare. Questo vuol dire che devono attivarsi fin da adesso, in queste ore, per registrarsi. Per questo motivo, ho inviato una newsletter specifica allegando il modulo da firmare e consegnare e spiegando tutte le modalità necessarie per la registrazione. E' importante che tutti ci impegniamo a sensibilizzare i nostri conoscenti, parenti e amici all'estero. Votare è importante. E bisogna organizzarsi per tempo.

D. In base alla sua esperienza, quanto sono importanti questi organismi per gli italiani nel mondo, e come si potrebbe valorizzare il loro ruolo, soprattutto ora che la riforma costituzionale, in occasione delle prossime elezioni, consentirà una rappresentanza ridotta alla Camera e al Senato?

R. I Comitati per gli italiani all'estero sono il primo presidio istituzionale sul territorio. Essere eletti all'interno di questi comitati vuol dire essere parte attiva nella vita della comunità. Fare la propria parte per migliorarla. E sarà ancora di più così quando, a causa della riforma voluta dal precedente governo, ci saranno meno eletti all'estero in Parlamento. Per questo è prezioso non solo l'elettorato attivo, ma anche quello passivo. E' importante avere candidati fortemente rappresentativi delle nostre comunità nel mondo, persone integrate e anche rappresentanti delle nuove generazioni. Più i Comites riescono ad essere lo specchio delle nostre comunità, maggiore sarà il loro grado di rappresentatività sul territorio.

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