Garutti e le soglie: l'artista vince il concorso per Ca' Corniani

Lme

Milano, 12 ott. (askanews) - Sarà Alberto Garutti a dare una forma alle Tre soglie di Ca' Corniani, la storica tenuta di Geneagricola, che ora diventa un luogo anche di arte contemporanea. L'artista lombardo ha infatti vinto con il progetto "Le Tre Storie di Paesaggio" il concorso internazionale a invito a cura di Eight Art Project per la realizzazione delle opere sul sito veneto.

Giancarlo Fancel, presidente di Genagricola e CFO di Generali Italia, ha espresso, durante la cerimonia di proclamazione del progetto vincitore in Triennale a Milano tutta l'emozione per il risultato raggiunto. "E' una grande soddisfazione - ha detto ad askanews - e un punto di partenza per il futuro e per far sì che rimanga vivo lo spirito di innovazione e di avanguardia di Geneagricola e di Ca' Corniani in particolare".

Il progetto di Garutti, che sarà inaugurato nel maggio 2018 in concomitanza con la Biennale di architettura, prevede tre interventi, uno per ognuna delle soglie individuate: un grande tetto dorato per l'antico casale ora abbandonato, una scritta al neon che si illumina a ogni fulmine che cade in Italia e delle sculture-ritratto dei cani e cavalli che vivono nel podere. Tre interventi che hanno in sé tutta l'essenza del lavoro di Garutti, una delle migliori teste pensanti al mondo in tema di arte pubblica, sempre attento alla relazione reale con il territorio su cui si trova a intervenire.

"A Ca' Corniani - ci ha detto l'artista - c'è una realtà complessa, come ben sapete di tipo agricolo, ma c'è anche una realtà storica legata alla natura e poi a un certo tipo di cultura agricola innovativa, insomma, tante cose interessanti". a soprattuto c'è la natura, e c'è il cielo, qualcosa cui Garutti dedica una particolare devozione artistica. "Quello che ci interessa è che la gente pensi al cielo. Detta così sembra una battuta - ha aggiunto il vincitore del concorso - in realtà è una cosa complessa, perché il cielo è una cosa complessa, è un grande enigma che sta sopra le nostre teste, che ha a che fare con l'arte, ma anche con la leggenda mitologica di Zeus, ha a che fare con il Padreterno per chi ci crede. Però io ho scritto una cosa che tengo molto a ripetere: che l'arte contiene il senso mistico della natura".

Natura che, nel caso di Ca' Corniani, prende ovviamente anche la forma dell'agricoltura, elemento storico del contesto, ma anche opportunità tecnologica per immaginare il futuro, tanto da fare scegliere per la tenuta la definizione di "terre d'avanguardia". "Il rapporto tra arte contemporanea e agricoltura - ha spiegato Alessandro Marchionne, amministratore delegato di Geneagricola - diventa un ulteriore elemento per rafforzare il legame che c'è tra Ca' Corniani e la cultura. Indubbiamente vogliamo conservare questa essenza, Ca' Corniani deve rimanere l'azienda agricola attiva più grande di Geneagricola e non deve diventare un parco giochi, ma deve fare sì che il turista, il cittadino soprattutto, debba riavvicinarsi all'agricoltura con consapevolezza e con spirito di innovazione".

Il concorso, lanciato lo scorso giugno con la curatela artistica di Elena Tettamanti e Antonella Soldaini e quella paesaggistica di Andreas Kipar, ha coinvolto, oltre al vincitore, altri quattro artisti europei: Monica Bonvicini, Carsten Holler, Tobias Rehberger e Remo Salvadori. Ma alla fine la giuria ha ritenuto che la visione di Alberto Garutti fosse la più adatta a inserirsi nell'ampio progetto di valorizzazione paesaggistica della tenuta per farla rinascere.

"Credo che sarà emozionante - ha concluso Giancarlo Fancel - vedere l'installazione di queste opere in un ambiente molto piatto, molto colorato d'estate, rosso d'inverno, in questa pianura vedere che si staglieranno queste opere contro l'orizzonte sarà un'emozione e tutti si chiederanno cosa sono".

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