Gas, abbassare il prezzo fissando un tetto per il petrolio: la strategia del G7

Gas, abbassare il prezzo fissando un tetto per il petrolio: la strategia del G7. REUTERS/Lisi Niesner
Gas, abbassare il prezzo fissando un tetto per il petrolio: la strategia del G7. REUTERS/Lisi Niesner

Mentre l'estate volge al termine, le prospettive di un'Europa con i rubinetti del gas sempre più vuoti inizia a spaventare non poco i Paesi del Vecchio Continente. Tanto più che il gasdotto Nord Stream 1 resta chiuso, ufficialmente per un guasto. E proprio per questo arriverà da parte delle nazioni parte del G7 un tetto ai prezzi. Intanto per quanto riguarda il petrolio, con l'ambizione però di estenderla anche alle altre fonti di energia. Cerchiamo di capire, però, quali saranno i possibili effetti di tale annuncio.

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L'operazione sul petrolio appare infatti una prova generale per limitare la potenza economica della Russia a tutto tondo, mirando solo in seguito anche al gas (che oggi per l'Europa resta troppo importante). "La nostra comune intenzione dal punto di vista politico è mettere in atto un divieto globale sui servizi che permettono il trasporto di petrolio e prodotti petroliferi russi", hanno spiegato i ministri dell'Economia degli Stati membri del G7.

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Il blocco non sarà totale, ma sottoposto a vincoli molto stringenti: "Tali servizi potranno essere forniti solo in caso di acquisto del petrolio a un prezzo fissato o al di sotto di esso ('price cap'). Il prezzo in questione sarà stabilito da un'ampia coalizione di Paesi, che aderiscono al tetto e lo mettono in pratica". Tale operazione partirebbe dal 5 dicembre e avrebbe lo scopo, insieme alle sanzioni, di intaccare la potenza russa sul fronte economico. Rendendo quindi più complesso a Mosca fare la voce grossa su altre esportazioni, come quella del gas.

Gas, abbassare il prezzo fissando un tetto per il petrolio: la strategia del G7. REUTERS/Anton Vaganov
Gas, abbassare il prezzo fissando un tetto per il petrolio: la strategia del G7. REUTERS/Anton Vaganov

"I due obiettivi sono negare alla Russia i ricavi che finanziano la brutale guerra di Putin, ma anche fare pressione al ribasso per i prezzi dell'energia a livello globale", ha spiegato chiaramente Paolo Gentiloni, commissario europeo all'Economia. La vera paura, però, è che altre potenze mondiali non aderiscano all'iniziativa. I no, per esempio, di Cina o India vanificherebbero l'operazione. E permetterebbero al Cremlino sia di finanziarsi la guerra che di disporre a piacimento delle forniture di gas.

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La speranza del G7 è però che anche Cina e India, in qualche modo, portino avanti i propri interessi. Da un punto di vista, in questo caso, non geopolitico ma prettamente economico. L'adesione al 'price cap', infatti, permetterebbe anche a questi Paesi di acquistare il petrolio dalla Russia a un prezzo più vantaggioso rispetto a quello attuale. Una decisione di questo tipo di fatto metterebbe Mosca all'angolo, con effetti a cascata sia sul gas che - soprattutto - sull'invasione in corso in Ucraina.