Gas, Paesi consumatori e fornitori: quali responsabilità su clima?

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Image from askanews web site
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Roma, 1 ott. (askanews) - Il sistema energetico mondiale si basa prevalentemente su scambi di materie prime energetiche. Le emissioni, in particolare quelle di gas naturale, sono altamente climalteranti sia nelle fasi estrattive e di trasporto, sia negli usi finali. I Paesi importatori, che indirettamente inducono tali attività in Paesi terzi fornitori, hanno una responsabilità sulle emissioni degli esportatori? Il principio delle responsabilità comuni ma differenziate, sancito dalla Convenzione quadro delle Naioni Unite, è pienamente bilanciato? Se ne è discusso stamane alla conferenza "Per una responsabilità etico-climatica transnazionale - Le vie dell'Oil&Gas", organizzata da Environmental Defense Fund, con la collaborazione di Amici della Terra, alla Biblioteca della Camera nell'ambito delle iniziative selezionate dal Ministero della transizione ecologica come eventi collaterali alla Pre-COP italiana.

La conferenza si è posta l'obiettivo di promuovere un'attenta riflessione sulle responsabilità dei paesi consumatori di combustibili fossili rispetto alle emissioni climalteranti dei paesi fornitori.

I relatori hanno concordato sulla necessità di un generale vincolo in capo agli Stati di assicurare che attività sotto la propria giurisdizione rispettino l'ambiente di altri Stati, laddove il principio di sovranità causa danni transfrontalieri nel territorio di un altro Stato. A tal fine - è stato spiegato - è necessaria una responsabilità condivisa, che rifletta sottostanti obblighi di cooperazione riguardo alla gestione e protezione di risorse comuni come il clima. In questo senso, anche i paesi consumatori hanno una responsabilità su come vengono prodotti i beni che acquistano. Resta però aperto il tema di come tradurre questo esito in politiche condivise a livello internazionale, soprattutto in un momento in cui l'Europa si assume un ruolo guida nel contrasto al cambiamento climatico. (segue)

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