Gas, Putin: aumenteremo ancora forniture all’Ue, se ce lo chiedono

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Image from askanews web site
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Roma, 13 ott. (askanews) - La Russia ha aumentato, non ridotto le forniture di gas all'Europa "e se ce lo chiedono ancora, siamo pronti ad altri aumenti, ad aumentare tanto quanto chiederanno i nostri partner", assicura Vladimir Putin, "non c'è alcun rifiuto da parte nostra". Sospettato di approfittare della congiuntura complicata dei prezzi del gas per fare pressioni sull'Ue, il presidente russo ha parlato nel dettaglio della questione, respingendo le accuse e dicendosi pronto a collaborare. Ma anche puntando il dito contro "gli stessi Paesi europei" che sono all'origine del problema perché non hanno accumulato le riserve ora necessarie: "non hanno pompato in tempo, le turbine eoliche non funzionavano la scorsa estate, questa è cosa nota, non ci puoi fare niente, quello dipende dal tempo che fa" ma alla fine "le riserve sono al 75%, molto poco, questo tutti lo capiscono e lo vedono". Inoltre, mentre la Russia ha aumentato del 15% le forniture verso l'Europa, "sono calati approvvigionamenti da altri Paesi europei... dagli Usa. Noi aumentiamo, gli Stati Uniti tagliano. E questo, chiaro, ha creato il panico. Davvero il panico".

Chi sostiene che la costruzione del Nord Stream 2 - il gasdotto che raddoppia la capacità di trasporto del gas russo direttamente alla Germania - non è per interesse economico ma per privare Kiev del transito, per Putin dice "una totale cretinata". Anche perché le infrastrutture del sistema ucraino, i tubi che corrono verso l'Europa, sono vetusti, il livello di deterioramento è calcolato all'80-85%, roba che finiscono per scoppiare" se viene immesso altro gas. "E comunque stiamo aumentando oggi, nonostante le nostre divergenze politiche ... quest'anno aumenteremo il volume di pompaggio del 10%, in eccesso rispetto ai nostri obblighi contrattuali. Almeno ti dicessero 'grazie', Invece no, sempre lì a imprecare contro di noi".

Il capo del Cremlino, che ha parlato in occasione della 'Settimana energetica a Mosca', ha aggiunto che per aggiungere gas al sistema ucraino, "dobbiamo portare questo sistema alla norma. Questo riguarda noi e i consumatori in Europa. Questo vale anche per gli operatori ucraini. Questa è la prima cosa. In secondo luogo, dobbiamo capire quanto possiamo vendere. Questo è una domanda molto importante ", ha continuato il presidente, in evidente allusione ai contratti a lungo termine che venivano applicati anni fa, prima che l'Europa ottenesse di passare ai contratti 'spot', oggi uno degli elementi all'origine del balzo dei prezzi.

Putin, che ha beneficiato di altissimi prezzi energetici nel suo primo mandato, salvo poi soffrire le conseguenze del successivo crollo, ha sempre sostenuto che la Federazione russa preferisce andamenti dei prezzi prevedibili e bilanciati. Anche per quanto riguarda il petrolio, ha detto, "non cerchiamo di limitare la produzione in modo tale che i prezzi salgano alle stelle, come nel caso del mercato del gas, vogliamo che questo movimento sia fluido ed equilibrato". Secondo il presidente russo, il prezzo del barile può oggi arrivare oltre i 100 dollari. "Spero che quando i livelli di produzione saranno tornati a quelli pre-crisi, il formato Opec+ continuerà a lavorare e discuterà un'agenda verde".

Putin sembra essersi convinto di recente che la Russia deve partecipare alla 'svolta green' e oggi ha definito la scelta di alcuni Paesi di rinunciare all'energia atomica "insensata", tanto più se poi viene prodotta "dall'altra parte della staccionata". In ogni caso il capo del Cremlino parteciperà alla Cop26 di Glasgow: non ho deciso ancora se andrò sul posto o non andrò, a causa della pandemia. Ma senza dubbio parteciperò alla conferenza".

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