Gas, si rischia corsa agli accaparramenti Europa-Asia sul Gnl

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Roma, 5 ago. (askanews) - Sul gas si rischia una lotta agli accaparramenti tra Paesi europei e Asia, con possibili ulteriori spinte al rialzo sui prezzi che potrebbero non avere ancora pienamente incorporato lo scenario che si può profilare. Giappone e Corea del Sud, riporta infatti il Financial Times, rispettivamente secondo e terzo maggiori importatori mondiali di Gas naturale liquefatto (Gnl), si stanno muovendo per assicurarsi forniture per l'inverno e oltre, nel timore di ritorvare il mercato prosciugato dall'accresciuta domanda dell'Ue.

I paesi europei, infatti, si sono gettati in molti casi sul Gnl avendo scelto di rinunciare alle forniture di gas naturale dalla Russia, colpita da sanzioni a causa del conflitto con l'Ucraina.

A differenza del gas naturale, che transita tramite gasdotti, il gas liquefatto viene fornito con navi cisterna, simili alle petroliere. Secondo il quotidiano i prezzi in Europa risultano già quintuplicati rispetto a un anno fa.

Il nodo è rappresentato dalla forniture Usa. Washington ha fortemente spinto l'Ue a tagliare o mettere al bando gli approvvigionamenti di energia dalla Russia, promettendo poi ai paesi europei di assicurare approvvigionamenti di Gnl. Gas spesso ottenuto tramite la controvesa pratica del "fracking", vietata in Europa che ha costi elevati e i cui operatori, che che prima di questa crisi rischiavano di finire in dissesto, improvvisamente si ritrovano con un boom di domanda.

Secondo il quotidiano, che cita i dati della Energy Information Administration, nei primi 4 mesi dell'anno gli Usa hanno esportato il 74% del loro Gnl all'Europa, laddove l'anno precedente vi questa quota era stata pari solo al 34%. Nel 2020 e 2021, invece, l'Asia era stato il primo mercato di sbocco del Gnl Usa.

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