Gasparri (Fi): onorare Borsellino riaffermando la verità

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Roma, 19 lug. (askanews) - "Oggi 19 luglio si ricorda la strage di Via D'Amelio in cui la mafia sterminò Borsellino e la sua scorta. Ma bisogna liberare queste celebrazioni dalla retorica e dalle bugie e riaffermare la verità. Anche i documenti emersi in questi giorni dimostrano che Borsellino si fidava dei Carabinieri per l'indagine mafia-appalti che invece altri suoi colleghi, mentre lui era vivo, proponevano di archiviare e che infatti fu incredibilmente archiviata il 14 agosto del 1992, a pochi giorni dalla strage di Via D'Amelio e alla vigilia di ferragosto, data sconcertante". Lo dichiara il senatore Fi Maurizio Gasparri.

"La verità - sottolinea- è emersa con chiarezza. Borsellino si fidava dei carabinieri che volle incontrare il 25 giugno nella loro caserma, invece che farli andare in procura. Perché era lì che le cose non funzionavano. Sappiamo qual è la verità. Conosciamo i nomi di chi ha tradito la verità. Conosciamo i nomi di chi ha servito lo Stato, come Borsellino e il generale Mori. Sappiamo che sui magistrati di Caltanissetta si sta indagando perché ci furono indagini più che sospette. Ci saranno ulteriori, clamorosi sviluppi nei prossimi giorni, quando personaggi incensati da tanti dovranno rispondere dei loro errori del passato. La verità è che i Ros e Borsellino con l'inchiesta mafia-appalti puntavano su responsabilità chiare della mafia, mentre altri hanno archiviato quella indagine lavorando alle sue spalle pochi giorni prima della sua morte, e oltraggiandolo con un'archiviazione il 14 di agosto. La verità deve essere urlata ed è stata pubblicata in questi giorni su alcuni giornali. Questo bisogna dire il 19 luglio. Il resto è soltanto retorica che offende la memoria dei martiri e inganna le conoscenze dei vivi".