Gasparri: "A volte in caserma bisogna bendare"

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"Quando è stato ucciso Cerciello, il carabiniere assassinato da due americani nel quartiere Prati, a Roma, molti si sono lamentati dell'immagine di uno dei due assassini bendato in caserma. La tragedia di Trieste fa capire come si deve agire in alcuni casi. Se ci fosse stata maggiore severità nei confronti del dominicano assassino, forse non sarebbe stato in condizione di strappare una pistola e di uccidere due poliziotti". Lo afferma il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, commentando la sparatoria nella Questura di Trieste, dove sono morti due agenti. 

"Queste due vittime -aggiunge- forse pagano il prezzo della continua aggressione alle Forze di Polizia, i cui interventi vengono sempre criminalizzati. Processi, accuse, denigrazioni. Potremmo citare molti casi. Gli assassini di questi due poliziotti non sono soltanto quelli che hanno strappato loro una pistola e li hanno ammazzati. Sono tutti quelli che ogni giorno aggrediscono le Forze di Polizia. Che si indignano per una persona bendata in una caserma. Che alimentano ricostruzioni false anche nelle sedi giudiziarie".  

"Gli assassini di questi due poliziotti -prosegue il senatore di Forza Italia- a volte sono anche quelli che straparlano in Procure e Tribunali, hanno la penna in mano, hanno il linguaggio di chi ha messo molti esponenti delle Forze dell’Ordine nella condizione di non sapere come agire e come intervenire, perché l’autorità è stata minata, perché ogni tipo di intervento viene criminalizzato, sia in occasione di fermi che in occasione di ordine pubblico".  

"Ovviamente chi indossa una divisa deve rispettare la legge. Ma chi non la indossa -conclude Gasparri- deve rispettare l’autorità delle divise e non partecipare al coro di denigrazione che, lo ribadisco, alimenta la mano degli assassini. I morti di Trieste devono essere onorati con un processo rapido, non solo ai loro assassini, ma a tutta la canea di gente che va a visitare in carcere gli assassini americani e che criminalizza ogni atto delle forze di polizia. Gli assassini sono tanti, non solo quelli che agiscono, alimentati da troppi loro sostenitori, consapevoli o inconsapevoli”.