De Gasperi, anniversario morte statista. Cesa: è ancora un modello

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Roma, 19 ago. (askanews) - Ricorrono oggi i 65 anni dalla scomparsa di Alcide De Gasperi, morto a Borgo Valsugana il 19 agosto del 1954. Italiano di lingua, De Gasperi nacque Pieve Tesino, 3 aprile 1881 e si formò nell'allora Tirolo italiano, che all'epoca era parte dell'Impero austro-ungarico. Fu esponente del Partito Popolare Italiano e fondatore della Democrazia Cristiana. Fu l'ultimo presidente del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia e il primo della Repubblica Italiana. È considerato uno dei padri della Repubblica Italiana, ed è ritenuto - assieme al tedesco Konrad Adenauer, ai francesi Robert Schuman e Jean Monnet, all'olandese Johan Willem Beyen, al belga Paul-Henri Spaak, al federalista Altiero Spinelli - uno dei padri fondatori dell'Unione europea.

"De Gasperi - ha affermato in una nota il segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa - fu fra i fondatori della Democrazia Cristiana e presidente del Consiglio nei difficili anni della ricostruzione e del dopoguerra. Seppe guidare con mano ferma il nostro Paese instradandolo con decisione verso la democrazia e la libertà. L'Italia e l'Europa - ha sostenuto Cesa - devono molto a De Gasperi e la sua figura rappresenta ancora oggi un modello per la politica. Le sue idee, i suoi spunti, le sue riflessioni, la sua azione governativa sono un faro nel buio dei nostri tempi, un modello da seguire per ogni sincero democratico. Si è sempre battuto per giustizia, libertà e verità è ha sempre saputo interpretare il sentire della gente e si è fatto carico di tanti problemi. Non ha mai trascurato i punti più fragili della società e si è sempre ispirato a valori che univano".