Gatto morto ad Arezzo: sorveglianza per pericolo lyssavirus

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È iniziata l'attività di vigilanza dei pipistrelli da parte dei veterinari del rione La Parata, ad Arezzo, dopo la morte di un gatto risultato infetto da lyssavirus. Qualche giorno fa un felino era morto per una strana encefalite che l'aveva fatto diventare stranamente aggressivo, al punto da mordere la sua padrona.

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Dopo alcuni accertamenti è emerso che il gatto era positivo al virus noto come West Caucasian bat lyssavirus, trasmesso dai pipistrelli. Nonostante appartenga alla famiglia del virus della rabbia, il lyssavirus è molto raro, tanto che la trasmissione a un felino è stata riscontrata solo una volta nel mondo, nel 1966.

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L'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani ha frenato gli allarmismi. L'ipotesi più accreditata è che il gatto sia venuto a contatto con un pipistrello nel torrente Castro dove si anniderebbero alcune colonie. Si tratta però di un caso raro e la trasmissione da animale a uomo è improbabile. Inoltre la donna morsa a distanza di tempo non ha manifestato alcun sintomo.

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Il Comune di Arezzo e l'Asl hanno attivato una sorveglianza per rilevare altri casi. Nel frattempo i cani dovranno essere tenuti al guinzaglio e i gatti sorvegliati dai loro padroni, che sono invitati a segnalare comportamenti anomali: aggressività immotivata, paralisi.

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Il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, ha emesso un'ordinanza con la quale è stato vietato l’accesso al tombamento del torrente Castro per evitare che le persone entrino in contatto con animali domestici e selvatici potenzialmente infetti.