A Gaza la giornata più sanguinosa. Netanyahu: l'operazione richiederà ancora tempo

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AGI - La Striscia di Gaza ha vissuto il giorno più sanguinoso dall'inizio della nuova escalation, mentre il premier israeliano, Banjamin Netanyahu, avverte che l'operazione militare "richiederà ancora del tempo", e assicura di avere il "sostegno degli Usa e internazionale".

Almeno 42 i palestinesi uccisi dalle prime ore di domenica, tra cui 8 minorenni, e una famiglia di 15 persone è stata sterminata dai bombardamenti. In totale le vittime palestinesi sono 192, tra cui 58 minorenni, mentre sono 10 le persone morte in Israele per la pioggia di razzi. Sono 12 i palestinesi morti negli scontri con i soldati in Cisgiordania.

La preoccupazione del Santo Padre

Papa Francesco ha espresso "profonda preoccupazione", mettendo l'accento sulla inaccettabilità della morte di innocenti, soprattutto se bambini. "Davvero pensiamo di costruire la pace distruggendo l'altro?", si è chiesto il pontefice, esortando la comunità internazionale a bloccare questo "crescendo di odio e violenza che costituisce una grave ferita alla fraternità, difficile da rimarginare se non si apre al dialogo.

E' stato convocata per martedì una riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue, a cui il capo della Farnesina, Luigi Di Maio, ha chiesto una posizione "chiara e unitaria". L'esercito ha ammesso che Israele ha subito la maggiore mole di attacchi con razzi, circa 3.000 da lunedì, più di quanto avvenne durante l'escalation del 2019 e durante la guerra del 2006 con Hezbollah in Libano. I militari hanno rivendicato di aver colpito le case di diversi comandanti di Hamas e hanno accusato il movimento islamista di usare civili come scudi umani, collocandoli nei pressi delle infrastrutture militari.

Colpita anche l'abitazione del capo dell'ufficio politico di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, e di suo fratello, Muhammads Sinwar, a Khan Yunis. L'esercito israeliano ha "colpito più di 1.000 obiettivi a Gaza, compresi mezzi sotterranei", dando un "duro colpo ad Hamas" ma non ancora definitivo, ha sottolineato Netanyahu dopo una riunione del gabinetto di sicurezza del governo, aggiungendo che sono state "abbattute le torri del terrore", riferendosi ai grattacieli distrutti negli attacchi aerei. 

Gaza senza elettricità

Le Nazioni Unite, l'Egitto e il Qatar starebbero negoziando una breve tregua per permettere a Gaza di rifornirsi del carburante, necessario a non rimanere senza elettricità al più tardi da domani.

A Sheikh Jarrah, il quartiere di Gerusalemme Est degli scontri che hanno innescato la nuova crisi, un'auto si è scagliata contro le forze di sicurezza israeliane, causando sette feriti, mentre è continuata quasi senza sosta la pioggia di razzi (fino a 40 al minuto) contro il Sud di Israele, comprese le località alle porte del deserto del Negev.

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, aprendo la riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza, ha avvertito che la crisi destabilizza l'intera regione e ha assicurato l'impegno per un cessate il fuoco immediato, dicendosi "profondamente turbato" dall'attacco israeliano contro il palazzo dove avevano sede media internazionali a Gaza.

L'Egitto ha anticipato la riapertura del valico di Rafah, prevista per domani, per aiutare a curare i feriti, che sono più di 1.200. Le compagnie straniere hanno cancellato tutti i voli su Tel Aviv almeno fino a martedì e le compagnie israeliane stanno organizzando voli per recuperare i connazionali rimasti bloccati all'estero.
    

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