Netanyahu prepara nuovi raid, Biden chiede cessate il fuoco. Nella notte razzi dal Libano

·Giornalista, HuffPost
·2 minuto per la lettura
(Photo: Anadolu Agency via Getty Images)
(Photo: Anadolu Agency via Getty Images)

Una settimana di guerra e la tregua non si vede. Il presidente americano Joe Biden torna in campo, con una nuova telefonata a Benyamin Netanyahu mentre il conflitto va avanti tra ondate di razzi su Israele e pesanti attacchi alla Striscia. Il premier israeliano torna a dire che “le istruzioni sono di continuare
a colpire con durezza gli obiettivi del terrorismo. Continueremo ad
agire per quanto necessario per riportare calma e sicurezza a tutti i cittadini di Israele”. Ma il presidente Biden al telefono esprime preoccupazione per le violenze e chiede un cessate il fuoco, pur ribadendo il diritto di Israele di difendersi e condannando il lancio indiscriminato di razzi contro città israeliane da parte palestinese.

In serata le sirene di allarme antimissili sono risuonate nel nord di Israele, in alta Galilea al confine con il Libano, ma non si segnalano danni o vittime.

Leggi anche...

Diplomazia disarmata. Le armi saranno riposte, ma poi?

Tregua e Biden, tutta qui la strategia europea per Gaza

"Qui è solo bombe e macerie, subito corridoi per i bambini di Gaza"

Nel corso della giornata attacchi israeliani hanno martellato - con nuove vittime - la rete di tunnel segreti di Hamas e colpito 9 abitazioni dei suoi comandanti, uccidendo Hussam Abu Harbid, capo della Jihad islamica nel nord della Striscia e mente dei lanci. Intanto gli Usa chiedono anche ad Israele di precisare la “giustificazione” dell’attacco alla Torre dei media a Gaza City dove erano ospitare tra le altri le sedi dell’Associated Press (che ha chiesto una “indagine indipendente” sull’accaduto) e di al Jazeera.

L’intensa pressione diplomatica non è riuscita finora a spegnere il fuoco del conflitto, ma nelle ultime ore c’è maggiore convinzione sulla possibilità di raggiungere una tregua. Martedì riunione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza Onu, ma l’America ha bloccato per la terza volta una possibile dichiarazione del Consiglio Onu in quanto non aiuterebbe gli sforzi diplomatici per porre fine all’escalation.

Il segretario di stato John Blinken è tornato ad ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli