Gb, Camera commercio Italia: "Anche italiani hanno votato Johnson"

webinfo@adnkronos.com

di Maria Cristina Vicario 

"Molti italiani hanno preso in questi anni la cittadinanza britannica e hanno votato, alcuni per Boris Johnson". A dirlo all'Adnkronos è Alessandro Belluzzo, presidente della Camera di Commercio italiana in Gran Bretagna. Gli italiani che hanno scelto il primo ministro conservatore lo hanno fatto perché ritenevano "necessario un voto per togliere l'incertezza e dall'altra parte c'era un leader che non rappresentava gli interessi della comunità italiana e del business in generale", ha detto Belluzzo, riferendosi al leader laburista Jeremy Corbyn. "Gli italiani sono qui per lavorare e non per ricevere sussidi", ha aggiunto. Per quanto riguarda la campagna elettorale, malgrado le tensioni sul voto, Belluzzo ha voluto sottolineare come tutti i protagonisti abbiano agito con grande civiltà. 

Dopo il successo elettorale di Boris Johnson "il quadro è ora più chiaro, la Brexit ci sarà e abbiamo un'idea di che tipo di Brexit sarà perché c'è già un accordo" ha affermato il presidente della Camera di Commercio italiana in Gran Bretagna, ricordando tuttavia che molti aspetti dovranno essere chiariti nel futuro negoziato. E che per questo esorta il governo italiano a essere "in prima linea", perché c'è un interesse comune a mantenere amicizia e cooperazione con Londra.  

"La fase di euforia" dopo la vittoria dei conservatori sarà "breve", perché dopo ci dovrà essere la sua realizzazione, con il negoziato sui futuri rapporti fra il Regno Unito e l'Unione europea, avverte Belluzzo. Si partirà dall'accordo di divorzio con la Ue, ma "ci sono molti aspetti che dovremo vedere come verranno affrontati".  

"La prima cosa è il sistema di immigrazione a punti" che il governo vuole introdurre, ma di cui "non conosciamo ancora i parametri" e che "certamente creerà un problema a livello di accesso al mercato del lavoro, in primis ristorazione e 'hospitality', in cui lavorano molti italiani", nota Belluzzo. Appena i criteri saranno noti, la Camera di Commercio "potrà sicuramente offrire un servizio per chi vuole venire a lavorare". "Sarà importante - spiega - prepararsi prima di partire e sarà anche importante per le imprese, sia britanniche che italiane, valutare quali sono le loro esigenze di impiego". "A livello delle aziende - prosegue - ci saranno criteri nuovi per le merci, i contratti, l'Iva, i dazi, una serie di cose che dovremo valutare man mano". 

Per questo, rimarca Belluzzo, all'Italia "non solo chiedo attenzione, ma è necessario e doveroso per il governo italiano essere in prima linea in questo momento delicato e importante per la Gran Bretagna, l'Europa e l'Italia". Roma e Londra, sottolinea con forza, hanno "interesse a mantenere la cooperazione e l'amicizia" che hanno in molti settori. Abbiamo già la "fortuna" di aver stretto una partnership per organizzare insieme la Cop26, la prossima conferenza dell'Onu sul clima. 

"E' importante essere in ottime relazioni perché la Gran Bretagna è un ottimo mercato e le abitudini dei consumatori britannici che amano i prodotti italiani non cambieranno, nemmeno sul prosecco", afferma Belluzzo. Gli italiani in Gran Bretagna sono del resto 700mila. E Londra, ricorda, è la città con la maggior comunità italiana all'estero. Più della metà degli italiani ha già fatto richiesta del "settled status" per rimanere nella Gran Bretagna post Brexit e molti hanno anche ottenuto la cittadinanza.