Gb, Johnson avvia rimpasto governo e 'declassa' ministro Esteri

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Primo ministro britannico Boris Johnson

LONDRA (Reuters) - Il primo ministro britannico Boris Johnson ha declassato il suo ministro degli Esteri nel rimpasto di governo effettuato oggi, nel quale sono stati sostituiti anche altri ministri con l'obiettivo di ricalibrare l'azione dell'esecutivo puntando sull'aumento degli standard di vita dopo il covid.

Dopo mesi di critiche a diversi membri del suo 'top team' per passi falsi e gaffe, Johnson ha iniziato un processo che, secondo alcuni, avrebbe voluto fare molte settimane fa per portare avanti il suo programma di "livellamento in alto".

Johnson ha fatto della lotta alla disuguaglianza regionale una priorità, parte di un'agenda fissata nel 2019 quando ha ottenuto la più grande maggioranza parlamentare del partito conservatore dai tempi di Margaret Thatcher, ma che è stata eclissata dalla pandemia.

"Sappiamo che le persone vogliono anche che noi realizziamo le loro priorità, ed è per questo che il primo ministro vuole assicurarsi che abbiamo la squadra giusta per questo", ha detto il portavoce di Johnson ai giornalisti.

Una fonte dell'ufficio di Johnson ha detto che il leader britannico avrebbe nominato i ministri "con l'obiettivo di unire e livellare l'intero paese".

Raab, che ha affrontato le richieste di dimissioni da quando è andato in vacanza a Creta mentre i talebani avanzavano sulla capitale afgana, Kabul, ha perso una delle cosiddette grandi cariche di stato, quella di responsabile degli Esteri, per diventare ministro della Giustizia.

Per attutire il colpo, Raab è stato anche nominato vice primo ministro, un ruolo che nei fatti ha già ricoperto quando ha sostituito Johnson alla guida del governo mentre il primo ministro combatteva in ospedale contro il covid.

Liz Truss è stata promossa dal Commercio agli Esteri, diventando solo la seconda donna a ricoprire questa posizione in Gran Bretagna.

Michael Gove, visto come figura chiave nel governo Johnson, è stato spostato alle Politiche abitative.

Gli spostamenti di Raab e Gove hanno seguito la rimozione di altri tre ministri: Gavin Williamson dall'Istruzione, Robert Buckland dalla Giustizia e Robert Jenrick dalle Politiche abitative.

Forse il licenziamento di Buckland è stato il più sorprendente. A differenza degli altri non aveva commesso alcuna gaffe né era stato criticato per le decisioni assunte, ma doveva essere spostato per far posto a Raab.

La caduta di Williamson era stata ampiamente prevista dopo che era stato criticato per la sua gestione della chiusura delle scuole e degli esami durante la pandemia di covid e per aver confuso due sportivi di colore.

Da settimane si susseguono indiscrezioni su un rimpasto, e su chi potrebbe entrare e uscire dal governo.

Alcuni nel suo partito, quello conservatore, hanno suggerito che la minaccia di un rimpasto ha contribuito a garantire che i piani di Johnson per un aumento delle tasse per affrontare la crisi della sanità e dell'assistenza sociale ottenessero l'appoggio del partito.

Secondo i critici, Johnson ha scelto di iniziare il rimpasto oggi per eclissare il voto previsto in Parlamento da parte del Partito laburista in merito alla decisione del governo di eliminare gli stimoli addizionali stanziati durante la pandemia per le famiglie a basso reddito, una decisione che ha sollevato dubbi anche tra i ranghi dei conservatori.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in Redazione a Roma Francesca Piscioneri)

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