Gb, 'in nome di Dio, vattene' chiedono i parlamentari a Johnson

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Il Primo ministro britannico Boris Johnson a Downing Street a Londra

LONDRA (Reuters) - Il primo ministro britannico Boris Johnson ha respinto le richieste dell'opposizione e degli stessi rappresentanti al governo affinché rassegni le dimissioni, nel tentativo di restare al potere nonostante il climax di proteste.

Johnson, che nel 2019 ha ottenuto la più vasta maggioranza per i conservatori in oltre 30 anni, fatica ora a rinsaldare la propria autorità dopo le rivelazioni in merito alle feste avvenute al numero 10 di Downing Street durante il periodo di lockdown nazionale per il coronavirus.

Il premier si è più volte scusato per gli eventi contestati, e ha detto che di molte di queste feste non era a conoscenza.

Tuttavia Johnson ha partecipato a quello che aveva ritenuto un evento di lavoro il 20 maggio 2020, in cui si invitava il personale a "portare ognuno da bere". Il primo ministro ha detto ieri che nessuno gli aveva comunicato che si trattava di un assembramento contrario alle regole anti-covid.

"Mi aspetto che i miei leader si assumano la responsabilità delle azioni compiute", ha detto al Parlamento il conservatore David Davis, deputato pro-Brexit.

Davis ha citato Leo Amery, altro deputato conservatore, che all'allora primo ministro Neville Chamberlain aveva detto in merito alla gestione del conflitto mondiale nel 1940: "Sei rimasto al tuo posto troppo a lungo rispetto al bene che hai compiuto. In nome di Dio, vattene."

A un parlamentare di opposizione che gli ha chiesto in modo diretto se avesse intenzione di dimettersi, Johnson ha risposto: "No".

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Roma Francesca Piscioneri)

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