Gb, Johnson oggi affronta voto di sfiducia

(Adnkronos) - Il primo ministro britannico Boris Johnson dovrà affrontare un voto di sfiducia nelle prossime ore. E' stata infatti superata la soglia del 15 per cento dei deputati conservatori che hanno chiesto il voto alla Camera dei Comuni, ovvero 54 deputati. Si voterà tra le 18 e le 20, ora di Londra. Lo ha annunciato il deputato Sir Graham Brady, presidente del Comitato dei parlamentari conservatori, spiegando che ''i voti verranno conteggiati subito dopo''. Johnson paga soprattutto lo scandalo Partygate.

LA REAZIONE DI JOHNSON - Il voto di fiducia rappresenta "un'occasione" per mettere fine a "mesi di illazioni" sul governo e sulla sua leadership. Così il premier britannico ha reagito alla notizia del voto che lo attende nel pomeriggio. "Questa sera si presenterà la possibilità di mettere fine a mesi di illazioni e per il governo di tracciare una linea e andare avanti, dedicandosi ai risultati sulle priorità della gente", ha affermato in una dichiarazione un portavoce di Downing Street. "Il primo ministro accoglie con favore l'opportunità di esporre il caso ai parlamentari e ricorderà loro che quando sono uniti e concentrati sulle questioni che contano per gli elettori non esiste forza politica più formidabile".

''Il primo ministro ha il mio sostegno al 100% nel voto di oggi e incoraggio vivamente i colleghi a sostenerlo'' ha scritto la ministra degli Esteri britannica, Liz Truss. ''Ha guidato la ripresa post Covid e ha sostenuto l'Ucraina di fronte all'aggressione russa. Si è scusato per gli errori commessi. Ora dobbiamo concentrarci sulla crescita economica'', ha aggiunto Truss.

MAGGIOR PARTE DEL GOVERNO SOSTIENE JOHNSON - La maggior parte del governo britannico sostiene Johnson. Come riporta la Bbc, 18 dei 22 membri del governo hanno già dichiarato pubblicamente che voteranno perché Johnson rimanga leader dei Tory nello scrutinio segreto che si terrà più tardi. Sono invece 50 i deputati conservatori che hanno espresso pubblicamente il loro sostegno a Johnson. Il primo ministro ha bisogno di almeno 180 parlamentari per sostenerlo se vuole rimanere come leader dei conservatori e primo ministro.

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